sabato 30 giugno 2012

Quando la morte ci chiamerà

Viaggiamo nello spazio su una palla rotonda. Un miracolo di equilibrio fa sì che non ci bruciamo con il sole o non ci assideriamo senza. Da milioni di anni il nostro pianeta è sempre là, che si perfeziona. Migliaia di esseri sono nati e poi scomparsi. La loro evoluzione la chiamiamo storia. Il loro modo di parlare, linguaggio. I loro usi, costumi. Le più malvagie nefandezze sono state perpetrate dall'essere umano. Le più alte bellezze anche. Gli altri esseri, invece, seguono il perfezionarsi naturale del pianeta, mentre noi li abbiamo resi schiavi alla nostra natura predatrice. Su questo miracolo di pianeta l'uomo ha deciso di prendersi tutto, concedendo agli altri esseri e alle cose le briciole. L'uomo depreda anche i suoi simili. E' stata creata un'economia e dei valori che premiano alcuni e danneggiano gli altri. Contronatura. L'uomo si è poi perso nel mondo del mondo che lui stesso ha creato. Si è scordato chi è, da dove è partito. Anche se accanto a se la perfezione lo accompagna. L'uomo ha creato religioni e filosofie per spiegare l'inspiegabile. L'uomo è solo perché si è imprigionato in una gabbia. Quando la morte lo chiamerà, si risveglierà.

venerdì 29 giugno 2012

Balotelli forever

Quell'abbraccio tra Mario Balotelli e la madre mi ha commosso di felicità più dei due goal segnati dall'attaccante della nazionale italiana che ci ha portato nei finali europei. Quell'abbaccio racchiude quello che sarà il nostro immediato futuro. Un mondo senza confini, senza colori, pieno di esseri umani che sanno cos'è l'amore che tiene in piedi questo mondo.

giovedì 28 giugno 2012

L'Italia è un paese razzista

Da quando sono tornato dalla Costa d'Avorio in Italia, nel giugno del 2000, ho visto aumentare in Italia una forma di razzismo strisciante. L'ho vissuto sulla mia pelle, intorno a me, alla scuola dei miei figli, in tv, sui media, nei commenti televisivi, nel governo, in parlamento, in mezzo alla strada. E' una forma di razzismo subdola, non dichiarata, che vede l'italiano medio, dall'alto della sua ignoranza, ergersi a cittadino di serie A e a degradare tutte le altre nazionalità, usando appellativi impropri e dispregiativi, come extracomunitario, bengalese, zingaro, rumeno, nero, negro, mulatto e via discorrendo. Cittadini indiani, africani, orientali, slavi, sudamericani, che mi hanno accolto nel corso della mia esistenza nella bellezza delle loro diverse e bellissime culture, qui da noi sembrano annullati, senza diritti, senza certeze dei loro documenti, fino a diventar veramente qualcosa che assomiglia ad un prodotto di serie B. L'uso di parole come 'di provenienza italiana' o comunitario usato contro tutte le altre culture, di cui l'italiano razzisa sa poco e niente, a parte quello che vede nei villaggi stile 'valtour', cioè niente, o nei suoi percorsi turistici sessuali. Tutto quello che non appartiene alla cultura italica viene degradato a vista. Gli altri non sono più essere umani dignitosi, ma terzo mondo da adottare e a cui fare la carità, immigrati disperati che possono anche annegare con i loro bambini, culture degradate ad animali. Quante volte mi vergogno di essere italiano.

mercoledì 27 giugno 2012

Rivoluzione fredda

Mentre l'Italia assomiglia sempre più a Parma, la vecchia politica si ostina a scimmiottare vecchi riti o copiare nuovi tipi di consensi. Quelli che ci hanno derubato non si sono accorti che gli italiani pensano ormai con la propria testa.

martedì 26 giugno 2012

Isola di Gorgona. La posta in gioco

La posta in gioco all'isola di Gorgona è tenersi, da parte del ministero di Giustizia, un intero territorio senza che nessuno possa sapere cosa ci succede veramente. Un'altra Pianosa, un'altra Asinara, altri spazi stupendi tolti ai cittadini.

Terremoto? Arriva il Dalai Lama

Bella figura ha fatto il Papa con il terremoto in Emilia. Il Dalai Lama l'ha preceduto, accolto da applausi, donando 50.000 dollari ed incoraggiando gli emiliani a guardare fiduciosi nel futuro. Ora ha deciso di andarci anche il vecchio pontefice, ma molti lo hanno contestato per essersi mosso in ritardo. A volte anche l'Italia ha un volto laico e indipendente rispetto a tutte le religioni del mondo.

Il complotto

Rivedendo le date che hanno portato all'oscuramento del mio sito internet  http://www.ilgorgon.eu/ appaiono evidenti i segnali di un piccolo 'complotto' teso a screditare la mia persona e lo stesso sito, arrivando a mettere in dubbio anche la mia permanenza sull'isola di Gorgona. Gli atti presentati ad un pm e un gip poco attenti, che non hanno completamente visionato il lavoro fatto su Gorgona sul web, né approfondito le carte che gli presentavano perché magari considerate subito affidabili avendo l'intestazione 'Ministero della Giustizia (???)', sono state prese alla lettera perché accompagnate da note specifiche ad hoc della polizia penitenziaria. Una forzatura usando la legge, un tentativo di delegittimazione del sito informativo su Gorgona e della mia persona, teso a leggittimare l'oscuramento preventivo pur non essendocene i presupposti. Un 'complotto' però in parte reso vano e che si ferma a metà strada perché alcune di queste persone legate ai querelanti sono state colte, nel frattempo, a compiere dei reati molto gravi sull'isola (incendio dello spaccio per coprire un ammanco di 80.000 euro ed inquinamento delle prove con rottura dei sigilli) e che metteranno in imbarazzo anche chi ha voluto tenergli bordone senza sapere in che ginepraio andava ad infilarsi. Ecco le date in fila, con atti depositati presso l'Autorità giudiziaria, che danno l'idea di come si sia proceduto con mezze verità e spesso delle vere e proprie calunnie per ottenere l'obiettivo di oscuramento di un sito innocuo, infrangendo anche l'articolo 21 della Costituzione sulla libera informazione..

28 dicembre 2012. Sporgo regolare denuncia presso il Comando della Polizia Penitenziaria dell'Isola di Gorgona (l'unica Autorità presente sull'isola) contro un agente che da anni minaccia, anche di morte, me e la mia famiglia, e che da 15 anni fa quello che vuole sull'isola, senza che i ministero di Giustizia, i suoi comandanti o direttori intervengano (stranamente la mia denuncia non è presente tra gli atti presentati all'Autorità giudiziaria dal Comando della Polizia penitenziaria, mentre altre note che non c'entrano niente, ma che mettono in cattiva luce il mio operato, sì);
30 dicembre 2012. L'agente in questione presenta una nota allo stesso suo Comando in cui contesta la mia versione di querela, fornendone una sua di comodo, appoggiata da alcuni agenti presenti sull'isola che non affermano il vero e che risultano tra i sette querelanti (per fortuna, per l'episodio delle minacce e del tentativo di aggredirmi fisicamente c'erano decine di persone presenti, e molte non appartenevano al corpo della polizia penitenziaria). Stranamente questa nota dell'agente è agli atti dell'oscuramento del mio sito, anche se non c'entra assolutamente nulla con la questione in merito. Perché???;
11 gennaio 2012. Sette persone, legate in qualche modo sempre allo stesso agente che era stato da me denunciato, presentano querela per diffamazione contro di me presso il Comando della Polizia penitenziaria di Gorgona, chiedendo l'oscuramento del sito http://www.ilgorgon.eu/.  Il motivo: poche righe di filastrocche su centinaia di personaggi gorgonesi presenti in una piccola parte del sito, con soprannomi spesso inventati insieme ai mii figli adolescenti, in cui dicono di riconoscersi nonostante non ci sia il nome e cognome di nessuno (sono la concubina dello stesso agente denunciato, la sorella della concubina dell'agente , un agente che appoggia la contronota dell'agente il 30 dicembre 2012, un agente dello spaccio della polizia penitenziaria sull'isola - che poi verrà bruciato per coprire degli ammanchi e che vede indagato sempre lo stesso agente da me denunciato - un ragioniere della colonia penale che controlla i conti dello spaccio degli agenti, la moglie di un educatore che non c'entra nulla con la filastrocca - viene raramente sul'isola, anche se non ne ha il titolo, ed addirittura hanno una casa del demanio nel paese, cosa mai avvenuta prima d'ora...e una mia zia ultraottantenne - l'unica di cui si fa nome e cognome, chiamandola con un soprannome scherzoso inventato dai miei figli);
17 gennaio 2012. Arriva una lettera alla Direttrice della Colonia Penale di Gorgona da parte di alcune famiglie di ex gorgonesi che non vivono più sull'isola, ma ne hanno conservato senza averne diritto la residenza e una casetta del demanio per le vacanze. Nonostante la missiva sia piena di calunnie nei miei confronti non viene controllata nelle sue affermazioni e viene allegata agli atti dati al pm come veritiera, usandola come una delle fonti attendibili per motivare l'oscuramento del sito. Perché?
metà gennaio 2012. Negli stessi giorni il comando della polizia penitenziaria, con firma del comandante e del suo vice, stila una nota su carta intestata del ministero di Giustizia, con considerazioni poco lusinghiere nei miei confronti, con mezze verità tese a screditarmi ed a presentarmi per quello che non sono, allegandole stranamente ancora agli atti per l'oscuramento del sito. Perché?;
28 gennaio 2012. Di mia iniziativa, senza sapere nulla della querela, decido di cancellare tutte le filastrocche ironiche sul sito. Alcune persone se ne erano lamentate direttamente con me, altre mi avevano minacciato davanti ai miei figli, e altre mi avevano consigliato di toglierle per evitare possibili ritorsioni di qualsiasi tipo, mentre altre persone ancora mi confermavano che si erano divertiti molto a leggerle. Le tolgo a malincuore perché erano divertenti e davano un'idea di alcuni personaggi dell'isola di Gorgona. Ma inutilmente, perché pm e gip, nonostante non esista più la prova del reato, oscurano ugualmente il sito http://www.ilgorgon.eu/ , basandosi su delle vecchie fotocopie del sito in questione, sempre presentate ad hoc;
4 marzo 2012. L'agente in questione da me denunciato per minacce, insieme ad un altro agente della polizia penitenziaria di forza allo spaccio, vengono indagati per aver dato fuoco allo spaccio dell'isola per coprire un ammanco di soldi e viveri (da 'Il Tirreno' del 28 marzo 2012). Vengono allontanati per sempre dall'isola e le loro abitazioni messe sotto sequestro. Anche le loro concubine e sorelle delle concubine, due delle querelanti, sono costrette ad andare via;
11 aprile 2012. Il sito http://www.ilgorgon.eu/ viene oscurato preventivamente dal gip per evitare una presunta reiterazione dle reato (?!?), su richiesta del pm che accoglie la richiesta dei sette querelanti basandosi sulle fotocopie presentate ad hoc, ma senza visionare il sito (le frasi incriminate erano già state cancellate da me nel gennaio 2012);
24 aprile 2012. Mi viene notificato l'oscuramento e il presunto reato di diffamazione per cui sarei indagato;
fine aprile 2012. La Federazione nazionale della stampa (Osservatorio sugli abusi all'informazione) e altri organi preposti alla libertà di stampa intervengono in diverse sedi chiedendo il dissequestro del sito, in difesa dell'art.21 sulla libertà di stampa affermato dalla nostra Costituzione;
2 maggio 2012. Faccio la richiesta al giudice del Riesame chiedendo il dissequestro del sito http://www.ilgorgon.eu/, ritenendo non ce ne siano affatto i presupposti e che sia stato infranto l'articolo 21 della Costituzione sulla libera informazione. Sto ancora aspettando la pronuncia del giudice, con grave danno per l'immagine di Gorgona e la mia persona (chi si collega sul sito http://www.ilgorgon.eu/ legge ora 'sito chiuso per decisione del gip del tribunale di Livorno', accostandolo a chissà quale grave reato). Tanti lettori, amici e conoscenti mi contattano per esprimermi la loro solidarietà, chiedendomi spiegazioni e dandomi dei consigli in merito, non riuscendo a capire i motivi di tale decisione;
20 maggio 2012. Dalle indagini condotte dal pm Luca Masini della Procura della Repubblica di Livorno (da un articolo apparso sul quotidiano 'Il Tirreno' del 21 maggio 2012), sui due agenti della polizia penitenziaria in merito all'incendio dello spaccio (sono sempre lo stesso agente e un altro che era stato chiamato a testimoniare contro di me in un primo processo in cui sono stato assolto perché il fatto non sussiste) si scopre che c'era un ammanco allo spaccio di circa 80.000 euro (altri ammanchi sembra ci fossero anche in altri uffici del carcere) e che il giorno dopo l'incendio erano stati rotti i sigilli ed usati dei detenuti per inquinare le prove. Alcune prigionieri vengono trasferiti dal carcere di Gorgona a quello delle 'Sughere' a Livorno per essere ascoltati dagli inquirenti ed evitare che ci fossero possibili ritorsioni contro di loro da parte di alcuni agenti della polizia penitenziaria. Sul sito http://www.ilgorgon.eu/ da anni parlavo di soprusi proprio da parte di alcuni agenti (inutilmente...) ora finalmente indagati perchè presi con le mani nel sacco. Davo invece conto regolarmente del corretto operato di altre persone che lavoravano nel carcere e nel suo indotto. Tra l'altro la maggior parte di essi.
6 giugno 2012. Vengo assolto perché il fatto non sussiste da una precedente denuncia per diffamazione fatta dallo stesso agente indagato per l'incendio allo spaccio e le cui concubine sono tra le sette persone che hanno presentato la nuova querela per diffamazione.

lunedì 25 giugno 2012

Come chiudere un sito senza contradditorio e con atti innocui

Fa gli atti che hanno motivato la chiusura del mio sito http://www.ilgorgon.eu/, sull'isola di Gorgona, oltre ad una lettera caluniattrice firmata da alcune famiglie di ex gorgonesi che vivono a Livorno (spero sia falsa tanto schifo mi ha fatto da parte di parenti-serpenti...), di un'altra fatta da un'indagato in divisa per aver dato fuoco allo spaccio dell'isola, e da due note di servizio del ministero di Giustizia preparate ad hoc tanto da pensare ad uno specie di 'complotto' nei miei confronti, c'è anche questa nota che avevo scritto sul sito quando si parlava di chiudere il carcere lo scorso agosto. Una nota innocua, apparsa anche su diversi quotidiani e siti, che viene infilata ad hoc nelle carte del pm che chiede l'oscuramento del sito come fosse la preparazione di un attentato... . Una nota (che fra l'altro era stata cancellata perché la notizia si era rivelata infondata) che serviva ad organizzarci in qualche modo se i gorgonesi fossero stati abbandonati a loro stessi, con tanto di raccolta fondi (non è arrivato un euro) e quant'altro poteva servire alla prima sopravvivenza. Ecco la nota qui di seguito.

"Appello a tutti i gorgonesi di oggi e di allora: forse, finalmente, il carcere di Gorgona chiuderà i battenti. Ma tanti pericoli potrebbero nascondersi dietro questa chiusura, forse maggiori di quelli attuali, per la sopravvienza del paese e degli abitanti, se non si saprà gestire il dopo carcere. Tante altre esperienze simili lo insegnano. Non si conoscono ancora i dettagli, ma un procedimento ufficiale del ministero di Giustizia dovrebbe essere già in atto. Si metterebbe fine, così, ad anni di sprechi e di falsità, in nome di un 'carcere modello' che non è mai esistito e che ha ucciso la comunità civile. I gorgonesi, però, se non vogliono veder ridurre la loro isola a terra di nessuno, devono mobilitarsi da subito per tornare, abitare, organizzarsi per una vita civile sull'isola. Gli sciacalli e i profittatori non saranno ammessi. Come Comitato Abitanti Isola di Gorgona siamo pronti a raccogliere intorno a noi la possibilità di un primo nucleo che possa iniziare una nuova vita per Gorgona. Serve subito intervenire presso le diverse autorità ed enti affinché venga garantita concretamente la permanenza sull'isola degli abitanti e venga restituito il territorio ai cittadini. Ci vogliono garanzie per luce, acqua e beni di prima necessità. Va organizzato subito un fondo (iban....), vanno determinati compiti operativi di manutenzione e pulizia, assicurati i collegamenti, individuate le priorità. Chi vuole partecipare alla rinascita di Gorgona ci contatti...".

Come mai sta insieme agli atti che hanno permesso l'oscuramento di un sito storico, geografico ed affettivo dell'isola di Gorgona? Boh?!?

venerdì 22 giugno 2012

A chi fanno paura delle filastrocche ?

Il mio sito sull'isola di Gorgona, http://www.ilgorgon.eu/, che porto avanti da qualche anno con il Comitato Abitanti Isola di Gorgona, è stato oscurato dalla 'giustizia' italiana per delle filastrocche anonime, curate insieme ai miei figli adolescenti per divertirci un po' (speravamo che anche chi le leggeva si sarebbe fatta una bella risata...), basandosi su delle informative unilaterali delle persone interessate, con tanto di carta intestata del ministero di Giustizia che ha una colonia penale sull'isola, lettere calunniose di ex gorgonesi inesistenti, lettere di servizio che niente hanno a che fare con il sito in questione e fotocopie di poche righe della millesima parte di quello che era l 'insieme di informazioni dell'isola di Gorgona, tanto che se ne poteva fare un enciclopedia (ma il sito i giudici che lo hanno chiuso preventivamente non l'hanno proprio letto, solo le fotocopie che gli hanno fornito i diretti interessati, altrimenti non si spiegherebbe tanta solerzia tutta all'interno del ministero di Giustizia). Della vera e propria censura basata su informazioni unilaterali, senza contradditorio. Un pericolosissimo precedente perché così è possibile oscurare qualsiasi sito senza che nessuno alzi un dito, sotto l'ombrello di una legge che non è uguale per tutti. Così d'un tratto, tradendo l'articolo 21 della Costituzione sulla libertà di informazione e tradendo la libertà di internet in tutto il mondo e non in Italia (forse in Iran e in Cina è più difficile oscurare un sito su querela di parte) l'isola di Gorgona è diventata di nuovo una sconosciuta. Ed era questo l'obiettivo finale di chi si è impossessato di un'isola a spese dello Stato senza sganciare una lira in nome di una redenzione di detenuti tutta da dimostrare. Magari con il recondito desiderio di creare dei presupposti ad hoc per impedirmi in futuro di accedere all'isola (ho già detto che per farlo mi dovranno sparare...). Qui di seguito riporto alcune delle altre filastrocche, tanto per dare un'idea del ridicolo in cui siamo (quelle incriminate sono sette e non posso riportarle sennò mi oscurano anche il blog, non contengono nomi e cognomi di nessuno e non sono riconducibili direttamente a nessuno, e diversi di queste persone querelanti non sono fortunatamente e forzatamente più sull'isola per episodi sgradevoli successi nel febbraio 2012), che erano inserite nel sottomenu che parlava del paese dell'isola di Gorgona, con il titolo 'I personaggi'. Fra cui mi prendo in giro anch'io insieme a mia moglie e i miei figli, mia madre, i miei zii, parenti ed amici... . Ma qui al danno si aggiunge anche la beffa, perché proprio questa piccola e divertente parte del sito, visto che alcune persone se ne erano lamentate direttamente con me, era stata da me cancellata dal nel gennaio 2012, mentre la censura dell'oscuramento è dell'aprile 2012, ben tre mesi dopo. Quindi quelle filastrocche non c'erano già più sul sito. Quindi perché l'hanno oscurato così a prescindere? E' un'ulteriore dimostrazione che il sito non è stato visionato e chi ha oscurato si è basato esclusivamente su delle fotocopie mirate. Giudicate voi che lo leggerete.

"Anche il paese dell'Isola di Gorgona, dove nessuno comanda niente ma tutti sono padroni, anche gli ultimi arrivati, ha naturalmente i suoi personaggi. Farne una descrizione non sarà facile, anche perché, pur non volendolo, si rischia di ferire qualcuno. Noi ci proveremo comunque, sperando che tutte le persone citate, che vi si riconosceranno senza dubbio, abbiano il dono dell'ironia, che a Gorgona non abbonda. Ad ognuno e ad ogni categoria di persone ci siamo divertiti a dare un soprannome in modo da mantenerne l'anonimato.

Pippo. Viene ogni tanto al seguito della moglie lavoratrice, con pargoli e suocere. Di lui è noto il dolce far niente e il pavoneggiarsi come gran pescatore. Quando passa lui i pesci scappano, i pescatori s'infuriano e i paroloni volano. Lui fa tutto da solo: mette in mare la barca, il motore, fa di pesca e si pavoneggia... . A casa sua, senza arte né parte, fa il guardiano alla villa di famiglia. Ma ora è liberato.

I capresi. Si atteggiano a grandi benestanti pur essendo discendenti gorgonesi. Vanno in vacanza a Capri con lo yacht o a Cortina a sciare, ma a Gorgona una casa vogliono tenere per venire solo a pescare. Si alleano con chi più gli conviene per poi mettertelo nel sedere.

L'ammazzaconigliselvatici. Gli spara con la fiocina nella notte per poi nutrire la numerosa famiglia.

Lo sciamano. Fa la guardia ma dovrebbe guarire la gente. Ora è in pensione in Capraia.

Miss Gorgona, ex regina. E' la 'più bella dell'isola', specialmente ora che è dimagrita ed ha una barca di diporto insieme al suo uomo 'comandante'. Ama farsi fare le trecce all'africana ed i suoi cani disturbano tutta l'isola dopo che il suo amato cagnolino è stato messo sotto da una jeep degli agenti.

Il comandante, detto anche Rambo. Il vero comandante dell'isola. Prende i legni a marina, ramazza tutto quello che trova, pesca alla rinfusa ed ha sempre barche in società con qualcuno con cui puntualmente litiga.

Il sindaco. Sa tutto di tutti ma non è amico di nessuno.

Il vacanziere. Viene a Gorgona solo qualche giorno l'anno. Pensando che tutto sia immobile nei secoli e che il carcere rimmarrà aperto in eterno, ripete gli stessi riti di quando era bambino: la sera va al moletto a rinvangare un passato morto e sepolto, la mattina al mare, il pomeriggio a pescare... .

I giornalieri. Vengona dalla mattina alla sera, normalmente il martedì, per andare al cimitero dei gorgonesi, appoggiandosi a qualche conoscente, altrimenti non possono sbarcare sull'isola, pur essendo discendenti dei gorgonesi. Nel tempo hanno fatto l'errore di lasciare una casa o la residenza nel paese, è ora sono stranieri in quella che una volta era casa loro. Hanno creduto in un futuro migliore sul continente, lontani dalle angustie isolane, ma si sono scordati che le loro origini e le loro radici erano lì ed andavano conservate a tutti i costi.

Gli egoisti menefreghisti. Sono quei gorgonesi che, pur avendo le loro radici sull'isola o avendoci passato la loro giovinezza, si disinteressano completamente della sorte del paese di Gorgona, non ci mettono più piede dando perso in partenza qualsiasi tentativo di tenerlo in vita, dimenticandosi per sempre, ma non in fondo al loro cuore, che è da lì che provengono. Spesso se ne disinteressano per non vedere lo scempio e l'invasione della colonia penale nell'antico borgo gorgonese...".



La calunnia come giustizia

Quando la giustizia insegue la calunnia vuol dire che lo Stato diventa l'aguzzino di cittadini inermi. Ministeri, enti, polizie, uomini in divisa, lettera firmate senza una verifica, possono in un attimo farti diventare un mostro. Basta insinuare mezze verità e calunnie nei modi giusti a reti incrociate. Così muore la verità.

giovedì 21 giugno 2012

E' l'ora di chiudere il carcere di Gorgona

In tempi di crisi non ci si può permettere di mantenere 70 detenuti per una spesa di diverse decine di milioni di euro l'anno. Eppure la colonia penale di Gorgona non viene chiusa. A beneficiarne sono poche persone che da decenni succhiano risorse allo Stato con un mediocre rendimento. Chi è in prigione ha diritti che chi è libero non ha. Un salario garantito, cibo di cui nutrirsi, una casa, medici, psicologi, assistenti, scuole di apprendimento. Tutto questo andrebbe più che bene in tempi normali, se il carcere fosse gestito da gente competente e se il detenuto ottenesse una reintegrazione nella socientà civile. Invece, la colonia penale ha ucciso la comunità civile e sperpera fior di quattrini per pagare centinaia di persone che devono accudire 70 prigionieri. No, in questi tempi di crisi, questo non è più accettabile. Questa carcere degli sprechi va chiuso al più presto e ripensata una nuova vita per l'isola di Gorgona.

mercoledì 20 giugno 2012

Occupy Gorgona

Il paese dell'isola di Gorgona non esiste più. Sono rimasti pochi ex gorgonesi che hanno fatto di tutto affinché Gorgona, la sua storia, i suoi affetti, le sue origini, scomparissero ingoiate da un carcere mediocre e insaziabile. I beno dello Stato, gestiti da un Demanio noncurante, vengono lasciati deperire. Figure sbucate dal nulla si arrabattano per prendere da Gorgona quel poco che gli è rimasto. La Torre Vecchia, citata anche da Dante Alighieri nella Divina Commedia, sta franando a mare. Le vestigi della villa romana si sono dissolte sotto le intemperie. L'isola rimane più bella che mai come se fosse immune dal male giornaliero che gli viene inferto. Se solo ci si potesse liberare di enti inutili che la stanno uccidendo per farne un'isola simbolo della bellezza, della verginità, dell'eternità... .

martedì 19 giugno 2012

Nel tunnel

Viaggio su mezzi pubblici sudici e senza orario, in mezzo ad ex abitanti dei Paesi dell'Est che non pagano il biglietto. Un mondo nel mondo che non si incrocia. Bambine rom deliziose accompagnano le loro madri nei vagoni del metro per ingrassare i loro mariti e padri. Coppie bohemien bulgare cantano come fossero nel loro teatro di Bucarest. L'italiano medio ignorante guarda senza capire, giudica non sapendo di essere giudicato. Orchestrali dell'ex Berlino Est sono in concerto sulla piazza Navona. Olga vende i suoi dischi suonando la fisarmonica dando le spalle alla fontana dei 4 fiumi. Il violinista rumeno si esibisce per pigri turisti americani. A Frascati visitatori tedeschi vanno sempre nella solita vineria a mangiare porchetta. Roma bivacca sotto il sole cocente mentre mille mondi si intrecciano senza che uno sappia dell'altro.

lunedì 18 giugno 2012

Isola di Gorgona. Arrivano i villeggianti...

E' arrivata l'afa e all'isola di Gorgona arrivano i villeggianti. Quelli che di Gorgona non importa, se non per passarci qualche giorno d'estate. Una strana ingiustizia che permette a poche persone che vengono pochi giorni l'anno di mantenere una residenza fittizia e una casetta del demanio a due soldi. Del resto se ne infischiano: di difendere la loro storia, le loro origini, il paese dei loro antenati. A loro basta mantenerci un piede, pescare e raccontarsi mondi che non esistono più su un moletto infangato. Che poi il paese vada in malora, che non esista più un cuore gorgonese, che non cia una memoria storica, un museo, una rappresentanza e vita, poco importa. Così Gorgona muore uccisa dai suoi stessi gorgonesi.

sabato 16 giugno 2012

This is the end, my friend, my beautifull friend

Ieri, un signore sessantenne, sposato, con diversi figli a carico e una moglie casalinga, disoccupato e senza pensione, è entrato in un supermercato, ha riempito due borsoni di roba ed ha cercato di uscire senza pagare. Il suo portafoglio e il suo frigo erano vuoti. A casa non c'era più niente da mangiare ed era anche sotto sfratto. Dopo sette mesi di spesa proletaria, come si diceva un tempo, lo hanno beccato. Non è andato in prigione, ma c'è mancato poco. Un tempo aveva un lavoro rispettato, un buon stipendio e una vita apparentemente normale. I commessi si sono offerti di pagargli la spesa fatta. "Potrebbe essere mio padre", ha detto uno di loro. Anche la polizia intervenuta si è prestata a saldare il conto pur di evitare conseguenze pesanti a chi ha rubato per necessità. "Lo Stato sta affamando i suoi cittadini", hanno commentato le forze dell'ordine. Ma i dirigenti della società che gestisce il supermercato in questione, quelli no, hanno voluto denunciare "anche chi ruba solo una caramella". Gli affamanti non hanno nessuna pietà per gli affamati. Così come le banche responsabili del nostro tracollo economico non hanno pietà per i loro creditori. Prestano soldi ai palazzinari che non li restituiscono, ma rifiutano finanziamenti e mutui a chi ne ha bisogno, pignorano chi è alle corde insieme allo Stato. Ma quelli, come i nostri politici ladroni, quelli in galera non ci vanno. Hanno dei buoni avvocati. Così come un satrapo che ha distrutto la morale italiana, che si fa chiamare 'papi' dalle adolescenti che paga e stupra, magari sotto gli occhi dei loro genitori. Poi viene ricevuto anche al Quirinale, riverito dalla chiesa cattolica, adulato dai suoi profittatori, dal Governo e dagli imprenditori. Tempi infami. This is the end, my friend, my beautifull friends... .

venerdì 15 giugno 2012

giovedì 14 giugno 2012

La grande abbuffata

I rappresentanti di se stessi, che siedono in un  Parlamento fittizio, stanno ingurgitando l'ultimo cibo prima di essere cacciati via a calci in culo. Tronfi del nulla, del malaffare, dell'arraffo, dell'inciucio e della spartizione della cosa pubblica, sanno che tra breve saranno carta straccia e verrano travolti dal voto di cittadini esausti. Continuano però a farsi leggi per loro stessi, a compiacersi l'un altro, senza vergogna offrono le loro luride facce ad una tv che nessuno vede più. Quando sarà il momento questi signori non si illudano: dovranno restituire il maltolto con gli interessi, restituirci gli anni perduti, essere giudicati ed eventualmente condannati. Forse sarà troppo tardi. Forse l'Italia sarà già nel baratro. Forse. Che si tocchi il fondo per risorgere e paghi chi ha rubato, ucciso, truffato, intrallazzato, intropidito il bene comune.

martedì 12 giugno 2012

Una scuola da salvare

Affidiamo i nostri figli a persone che non conosciamo. La scuola va salvata e valorizzata, con persone preparate, aperte al mondo, con uno stipendi degno e un rispetto dovuto. Ma loro devono trattare i nostri figli come se fossero i loro. Anzi di più.

sabato 9 giugno 2012

Gorgona. Un'isola da recuperare

A poche miglia da Livorno c'è un'isola misteriosa che gli italiani non possono conoscere. La occupa da 150 anni uno strano carcere gestito alla carlona con tanti soldi pubblici senza che nessuno faccia niente. E' la seconda isola dell'Arcipelago Toscano, dopo Pianosa, che lo Stato vieta ai suoi cittadini per affidarla ad un ministero di Giustizia inconsapevole. Qui, con la scusa di una prigione modello si sono sperperati milioni di euro pubblici per pochi detenuti che non troveranno mai un reinserimento. Come per Pianosa, ora abbandonata a se stessa ma chiusa a chi vorrebbe goderne le sue bellezze, si tenta di estirpare in ogni modo l'esiguo consesso civile affinché pochi ministeriali possono far man bassa di un posto bellissimo. Questo patrimonio lo Stato, che siamo noi, deve restituirlo al più presto ai suoi cittadini.

venerdì 8 giugno 2012

Monti flop

Sono allibito. L'Italia è in mano ai poteri forti. Lo ha detto Monti, aggiungendo che lo hanno abbandonato. Lo spread è lo stesso di quando è arrivato Monti costringendo i poveracci a lacrime e sangue. Vedo i suoi ministri alternarsi nei canali tv che non guarda più nessuno. Almeno quelli del satrapo di Arcore erano carini, ma certo non li rimpiangiamo per questo. Vedo i garanti del nulla scelti dai partiti che insistono in una logica spartitoria nonostante l'Italia li consideri ormai alla deriva. Vedo uno pseudo Parlamento in cui i deputati si continuano a dare pacche sulle spalle dopo che un De Gregorio o un Lusi di turno si salvano dal carcere grazie ai loro complici. Vedo l'ammiraglia Rai continuare a tener bordone ai potenti di turno. Vedo manager pubblici che perseguono gli evasori suicidi guadagnare 500.000 mila euro l'anno. Vedo un presidente della Repubblica accorrere sui luoghi di un disastro dopo 19 giorni. Vedo un'Italia allo sbando. Quando l'antipolitica' ci libererà di questa cattiva politica.

mercoledì 6 giugno 2012

Isola di Gorgona. E' tempo di cambiare

L'isola di Gorgona non può continuare ad essere gestita come si è fatto in questi ultimi anni. E' tempo di un ricambio e di un rilancio. Se si vuole mantenere questa colonia penale va fatto con persone competenti. Il Comune di Livorno è tempo che si assuma le sue responsabilità per una rinascita del paese cvivile. Il Demanio di Stato deve chiarire di che tipo di contratti intende dotare i gorgonesi e farsi carico di tutti i lavori necessari alla manutenzione delle abitazioni. La colonia penale deve essere divisa dal consesso civile e le case del paese restiutite agli ex gorgonesi che ci vogliono abitare stabilmente. La marina e il moletto vanno tenuti puliti e fuori dalle attività del carcere. Va istituito un museo di Gorgona. I rappresentanti dei gorgonesi devono essere degli abitanti civili che ci vivono tutto l'anno. Le decisioni su Gorgona vanno prese insieme ai suoi abitanti. Il Parco dell'Arcipelago Toscano deve farsi vedere e deve rivedere le eccessive restrizioni marine e di pesca. Vanno aboliti i veicoli a motori ed istituita una sorveglianza a cavallo. Vanno rintracciate le antiche sorgenti naturali. Vanno rilanciate piccole attività economiche affinché anche la rieducazione dei detenuti trovi uno sbocco in attività civili. Va previsto un approdo limitato per far conoscere l'isola. Vanno organizzate gite guidate sotto l'egida degli abitanti e in collaborazione con il Parco. Vanno potenziate le corse Toremar, con un occhio di riguardo al fine settimana e alle esigenze degli abitanti. Chi non abita stabilmente a Gorgona, pur mantenendone illegalmente la residenza, va invitato a lasciare le abitazioni per darle ad ex gorgonesi che intendono rivitalizzare il paese. Spaccio e mensa devono dar lavoro ai gorgonesi che decidono di vivere stabilmente sull'isola, così come ogni altra attività economica ed occupazionale. Le deleghe comunali e la rappresentatività del consesso civile gorgonese deve essere espletato da chi ha deciso di vivere stabilmente all'isola di Gorgona. Il Comune di Livorno, la Provincia di Livorno, la Regione Toscana e il Parco dell'Arcipelago Toscano devono istituire degli incentivi economici per chi decide di abitare stabilmente l'isola, aiutando alla nascita di forme di economia, come agriturismo e pesca. La Sovrintendenza ai Beni Culturali e gli Enti preposti devono ristrutturare la Torre Vecchia, la Villa Romana e altri manufatti storici che rischiano di scomparire.

martedì 5 giugno 2012

Assolto perché il fatto non sussiste

Una buona notizia. Riguarda una precedente querela per diffamazione fatta da un'agente della polizia penitenziaria in forza all'isola di Gorgona. Oggi, 5 giugno 2012, mi hanno assolto perché il fatto non sussiste. Parenti ed amici di questo agente, che da 15 anni faceva il bello e il cattivo tempo sull'isola senza che i suoi comandanti e direttori, che si sono succeduti a capo della colonia penale, facessero nulla per impedirglielo nonostante le nostre numerose segnalazioni sia sul sito in questione, http://www.ilgorgon.eu/, che personalmente, hanno anche intentato una nuova causa sperando di ricavarne un vantaggio economico. Per questo hanno anche coinvolto un loro gruppetto di conoscenti. Lo stesso dicasi di molti ex gorgonesi, che se lo contendevano come 'amico'. Questo agente, da me denunciato nel dicembre 2012 per minacce, anche di morte, a me e la mia famiglia, sono gli stessi che mi hanno intentato un'altra causa per diffamazione, riuscendo senza un motivo evidente, momentaneamente, ad oscurare il mio sito, in via preventiva dicono il pm e il gip, per delle filastrocche ironiche apparse tra i personaggi di Gorgona, tra l'altro già cancellate due mesi prima. Questo stesso agente è indagato, insieme ad un altro che ne era il suo testimone nella prima querela per diffamazione e che non si è mai visto, con l'accusa di aver dato fuoco allo spaccio della polizia penitenziaria a Gorgona. Per nostra fortuna non potrà mettere più piede sull'isola, mettendo fine ad un ventennio di vere intimidazioni e prevaricazioni nei nostri confronti e di altri. Ora auguro a chi si era fidato di questa persona di prenderne le distanze e cercare di capire quello che stava succedendo. Magari anche di chiedere scusa.

Giustizia all'amatriciana

In questi giorni ho scoperto come possa sentirsi inerme e solo un semplice cittadino di fronte alle istituzioni che dovrebbero proteggerlo. Qualche anno fa ho aperto, a mie spese, un sito sull'isola di Gorgona, http://www.ilgorgon.eu/. Come discendente gorgonese ho voluto metterci tutto quello che rappresentava Gorgona per me, con la sua storia, gli affetti e tutto quello che potesse servire a farla veramente conoscere al mondo esterno. L'interesse è stato altissimo, ma non da parte di ex gorgonesi interessati solo a mantenere piccoli privilegi di bottega e del ministero di Giustizia che sull'isola ha una colonia penale all'aperto oggetto di sprechi centenari. Da queste due realtà sono stato osteggiato in tutti i modi fino, addirittura, a vedermi oscurato il sito in questione. Come fossimo in Iran. Due giudici, un pm e un gip, sulla base di fotocopie e note interne all'isola, hanno oscurato questo innocente sito perché si sarebbe reiterato un reato di presunta diffamazione. La diffamazione riguardavano delle filastrocche su soprannomi inventati da bambini del paese su personaggi isolani, a volte inventati e volte no, senza nessun nome e cognome che potesse individuarli. Per questo motivo è stato oscurato un sito innocuo, contraddicendo l'art.21 della Costituzione e senza un giudizio in merito, mi hanno inviato i poliziotti sotto casa due volte per recapitarmi la stessa notifica, è stata messa in moto una macchina costosissima senza che ce ne fossero i presupposti. Non riesco ad immaginare cosa potesse succedermi se fossi stato un criminale o un terrorista... . Le filastrocche incriminate erano state addirittura tolte due mesi prima del provvedimento, segno che pm e gip non avevano nemmeno aperto il sito in questione ma si erano basati solo su fotocopie di parte. Se questa è la giustizia e la libertà di internet in Italia siamo proprio messi male.

lunedì 4 giugno 2012

Caro Presidente, ti scrivo...

Caro Presidente, che tu sia della Repubblica o del Governo, ti scrivo... . Caro Presidente, ti scrivo per suppliccarti di rappresentare la Repubblica Italiana. Ti scrivo per non vederti più ad una celebrazione cattolica, se poi non vai anche a quella buddista, valdese o chicchesia. Ti scrivo per togliere quel triste crocifisso dalla vista dei condannati nei tribunali e dalla vista dei nostri bambini. Ti scrivo per liberarci da questa chiesa piena di scandali che asfissia le nostre coscienze e che poi va a pontificare sulle famiglie non avendone alcun sentore. Ti scrivo affinché la legge sia uguale per tutti. Ti scrivo affinché tu non faccia più feste al Quirinale o a Palazzo Chigi mentre 15 mila sfollati in Emilia vivono nel terrore accampati in tende. Ti scrivo affinché non ti veda più salutare cerimoniosamente politici e consorti in odore di mafia e di camorra, ex primi minsitri indegni di questo nome, cerimonieri avvezzi a tutti gli usi. Ti scrivo per impedire che, mentre metà degli italiani fanno la fame, altri che lavorano nelel istituzioni hanno stipendi con 5 e più zeri, buonuscite milionarie, pensioni da 30.000 euro al mese. Ti scrivo affinché tutti i lavoratori, pubblici e privati, siano uguali. Ti scrivo affinchè lo Stato non diventi il divoratore dei suoi concittadini che lo mantengono. Ti scrivo affinché le forze armate vadano dai terremotati e non in improbabili missioni di pace dispendiose. Ti scrivo affinché si facciano al più presto le elezioni con una nuova riforma elettotorale. Ti scrivo per dirti che non hai occhi per vedere quello che succederà da qui a qualche mese. Ti scrivo per dirti che i nostri valori sono rappresentati da gente lontana da noi che noi non vogliamo più su quegli scrani. Ti scrivo per dirti che la realtà è molto più semplice di quell'obbrobrio di istituzioni che ci impediscono di respirare. Ti scrivo per dirti di farti da parte e lasciare passare il nuovo che non riesci ad intravedere e comprendere.

venerdì 1 giugno 2012

Dignità e viltà

Sono dignitosi quegli imprenditori e i lavoratori che sono stati fermati dal terremoto. Hanno sempre pagato le tasse, lavorato onestamente e dato impiego. Non hanno mai chiesto niente. Solo dato. Oggi lo Stato incagliato, il governicchio tecnico dei sapientoni, i politici ladri e chiaccheroni, i media speculatori della morte, la religione di Stato che vive sulle nostre paure e disgrazie, gli esperti del nulla nominati nei nostri centri di ricerca e i vuoti chiaccheroni geologi ridicoli esternatori nelle nostre ignobili tv di Stato, li hanno lasciati soli. Pagano il doppio, come commissari e politicanti, chi ha creato i presupposti di questa tragedia, per poi sbroglairla...nel tempo... una tragedia immane per quelle popolazioni. Qui invece è necessario agire subito, mandare l'esercito pigro che prende stipendi senza fare nulla, utilizzare i soldi delle nostre inutili missioni all'estero, asciugare gli stipendi dei ladri e dei burocrati che ci hano ridotto sul lastrico, traslocare Palazzo Ghigi a Modena. Questo si aspettano quelle civili e dignitose popolazioni. Ma la viltà di Stato le sta uccidendo una seconda volta lasciandoli soli. Come hanno fatto sempre, magari festeggiando una Repubblica che non c'è... .