mercoledì 22 ottobre 2014

Firma per scoprire la bellezza di Gorgona



Da diversi mesi, grazie all'organizzazione internazionale Avaaz, abbiamo dato vita a due nuove ed importanti petizioni. Spero vorrete  firmarle convidendole con me, con i vostri amici e i vostri conoscenti. La prima petizione si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". La seconda: "No al rigassificatore nel mare del Santuario dei Cetacei". 
Entrambe riguardano l'isola di Gorgona e il suo mare, nel Santuario dei Cetacei e nel Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano.


A Gorgona, infatti, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. O il carcere o i gorgonesi è ormai l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è carta straccia. 
Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti, da parte del ministero di Giustizia che gestisce la prigione, di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa. 
L'obiettivo di questi mediocri burocrati, che paghiamo anche 20.000 euro al mese per fare poco e niente, è di spopolare l'isola chiudendola ai civili per poi andarci a fare le vacanze gratis con la scusa delle cooperative per detenuti. 
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese. 
Per questo motivo sono stati anche di nuovo interrotti i collegamenti marittimi pubblici con Gorgona, impedendo così qualsiasi accesso civile all'isola.
Bisogna fermare questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini.
Per firmare clicca qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch



Intanto è già arrivato a Livorno, non lontano dall'isola di Gorgona, un enorme rigassificatore che hanno piazzato proprio all'interno del Santuario dei Cetacei e del Parco dell'Arcipelago Toscano. Inutile dire che tutti gli enti preposti alla salvaguardia di questo territorio non hanno alzato un dito per fermare questa ignominia. Anzi, hanno fatto di tutto per incentivare l'arrivo di questo ecomostro, i cui guadagni andranno in tasca ai promotori dell'iniziativa, mentre le spese saranno pagate invece sulle bollette Enel da tutti i contribuenti italiani.
Il rigassificatore va fermato a tutti i costi perché darebbe un colpo mortale all'ambiente e alla bellezza del Santuario dei Cetacei, oltre ad essere un pericolo per eventuali esplosioni e per l'utilizzo di sostanze chimiche ripulenti. 
Aspettiamo che il nuovo sindaco pentastellato di Livorno faccia qualcosa dopo decenni di complicità del pd labronico. 
Per ora il mercato è dalla nostra parte perché nessuno ha fatto un'ordinazione e forse il rigassificatore chiuderà per mancanza di clienti!
Per firmare clicca qui sotto:

martedì 21 ottobre 2014

IL MIO MANIFESTO


La calunnia e la diffamazione sono ormai le ultime armi usate sistematicamente da politici, governanti e media per impedire che un gruppo nuovo di teste pensanti, senza deleghe, vada al potere in Italia e in Europa. Uscire da questo sistema malato e crearne uno alternativo è l'unico modo per sopravvivere ad un vero attacco di regime che vuole impedire qualsiasi ricambio democratico che non sia quello conosciuto, cioè quello del gattopardo, del mantenimento a tutti i costi dello status quo. 
Per impedire questo attacco quotidiano subdolo, fatto di mille facce irriconoscibili, serve l'impegno di tutti, uno ad uno, affinché si possa rovesciare un sistema che premia i privilegiati e uccide il resto della popolazione. 
Come prima scelta personale c'è il rifiuto sistematico di leggere qualsiasi quotidiano, di chiudere la tv e di fare tabula rasa di ogni tipo di media. Come seconda, smettere di pagare qualsiasi tipo di tassazione, diretta ed indiretta. Come terza, non riconoscere più questo Stato e questa istituzioni, marce fino al midollo. 
Come quarta, attivarmi affinché nasca una società nuova, pulita, con una vera informazione, lontana da banche fameliche ed organismi nazionali ed internazionali inutili.

Un reddito minimo di sopravvivenza, in un Paese civile, deve essere garantito a tutti!


Cari amici,

da qualche mese è in corso una nuova petizione:
Reddito di cittadinanza in Italia per tutti quelli che ne hanno bisogno!
In Germania, Olanda, Svezia, Finlandia e in quasi tutti i Paesi occidentali già esiste e funziona più che bene!
E' una questione molto importante che riguarda milioni di cittadini abbandonati alla loro sorte.
Senza un reddito, in una società capitalista come la nostra, non sei nessuno, non puoi prendere nessuna decisione, perdi dignitò, perdi tutto.
In questo Stato, non avere un reddito significa scomparire, perché non esiste nessun tipo di sostegno sociale, se non quello di una carità miserevole.
I soldi ci sono! Basta toglierli a chi ce li sta rubando e tra le pieghe dello spreco e dell'evasione.
Insieme possiamo fare la differenza! 
Se la firmerete e poi la condividerete con i vostri amici e contatti, riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di 150.000 firme e potremo cominciare a fare pressione sul Governo e il Parlamento italiano per ottenere il risultato che vogliamo.

Clicca qui ! per saperne di più e per firmare: 
http://www.avaaz.org/it/petition/Governo_italiano_Reddito_di_cittadinanza/?launch

Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma crescono se le persone si attivano. Ti prego di prenderti un momento per dare una mano firmando e spargendo subito la voce.
Condividi e diffondi il più possibile!


«In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza un reddito minimo garantito. Persino la Grecia, che versa in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale misura di protezione sociale. Entro questo mese partirà il progetto pilota in 13 comuni greci con dei criteri di assegnazione basati sul reddito e sul patrimonio. 
Il reddito minimo garantito greco, per esempio, andrà da un minimo di 200 euro a un massimo di 500 euro al mese. Entro la fine del 2015 tutta la Grecia usufruirà del reddito minimo garantito. Anche il governo cipriota ha introdotto il reddito minimo garantito. Siamo davvero rimasti gli unici a non averlo»

Del reddito di cittadinanza potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia minima di sopravvivenza: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno. Andrà ad integrare anche le pensioni minime .I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a tre offerte di lavoro, inzialmente “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum.

lunedì 20 ottobre 2014

Razzismo all'amatriciana


L'Italia, non c'è dubbio, è un Paese fortemente razzista. Lo è a sua insaputa. 
L'italiano medio, infatti ingannato dall'ignoranza di chi li rappresenta, pensa che tutti vorrebbero essere italiani perché negli altri Paesi si vive peggio che da noi, si mangia peggio, si hanno strane religioni senza un Papa e un Vaticano, si è più poveri e via discorrendo. L'ignoranza dell'italiano medio viene rafforzata dalle difficoltà di chi non è italiano a vivere in Italia. 
Innanzitutto i consolati italiani non danno visti e la maggior parte di loro o sono irregolari o quasi. Altri hanno paura di diventarlo da un momento all'altro, soprattutto nel momento del rinnovo dell'assurdo permesso di soggiorno. Così se vai un po' in giro, nelle piccole e medie imprese, si scopre che quasi tutte impiegano dei non italiani, in nero e con paghe decurtate almeno della metà di quello che dovrebbe essere. Tra chi non è italiano c'è talmente tanta paura dell'italiano medio, che essi stessi alimentano il razzismo verso di loro, mettendosi in situazioni di subalternità, mai culturale ma essenzialmente economica.
Di tutto questo la nostra classe dirigente non sa assolutamente niente e continua ad andare avanti come se l'Italia fosse quella di trent'anni fa, facendo leggi su realtà inesistenti e per persone diverse da quelle reali (renzie docet).

La guerra dei due mondi

Credo che ormai, con nessuna possibilità di comunicazione, l'Italia sia divisa in due: da una parte partiti, istituzioni, tv, media e una parte di popolazione (quelli che ancora se la cavano); dall'altra, chi non crede più in questi partiti, in queste istituzioni, a questa tv e questi media, e che vede una parte di popolazione, compreso me, che non vuole delegare a nessuno la propria rappresentanza, che vuole impegnarsi in prima persona per risolvere i problemi dell'Italia, dell'Europa e del mondo, usando fonti di informazione e comunicazione fuori da qualsiasi controllo (economicamente meno forti, ma non tutti). Questi due mondi non comunicano più: basta guardare come vengono riportate le notizie dall'una e dall'altra parte.
In mezzo ci sono tantissimi indecisi che ormai devono sapere cosa vogliono fare della loro esistenza e in che mondo vogliono vivere.
Ne va delle nostra democrazia!