mercoledì 27 luglio 2016

Fish & chips...


Serve una firma per non far morire l'isola di Gorgona...



All'isola di Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. 
O il carcere o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori, gìà pericolosamente compromesso. 
La secolare convivenza tra colonia penale e i gorgonesi è infatti ormai carta straccia. 
Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere, si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa nel paese di Gorgona.  
Dal marzo 2015 non viene nemmeno più assicurata l'assistenza medica e non ci sono trasporti pubblici marittimi.
 Un innocuo sito web sull'isola di Gorgona fatto da alcuni abitanti, completo come una Treccani della storia e di tutti gli aspetti gorgonesi, é stato chiuso di forza da giudici sceriffo, che non hanno nemmeno visionato il sito,  ma si sono accontentati di due fotocopie fornite dalla polizia peniutenziaria che fa il bello e il cattivo tempo a Gorgona, non essendoci ormai altre autorità preposte, e sono stati anche denunciati i componenti del comitato locale.
 I loro manufatti, come la Torre Vecchia citata da Dante Alighieri, sono stati abbandonati alla rovina e il loro paese destinato al decadimento.
L'obiettivo dello Stato - se ne ha uno - è di spopolare definitivamente l'isola, chiudendola ai civili, per poi magari andarci a fare le vacanze gratis con la scusa di cooperative estranee al territorio, o di svenderla a qualche riccone con la scusa di iniziative tese a riedecurare i pochi detenuti rimasti. 
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese, dove i pianosini sono stati defintivamente fatti allontanare fino a scomparire del tutto, mentre il ministero dell'ingiustizia ha mantenuto la proprietà e il controllo dell'isola a suo piacimento.  Solo a Capraia, i capraiesi sono riusciti a riprendersi l'isola grazie alla famiglia Guarenti e pochi altri, ma dopo decenni lo Stato non molla la sua proprietà che prende metà isola.
Questo anche grazie a meschini interessi di bottega proprio degli stessi pianosini e di alcuni gorgonesi, che imparentatesi con i dipendenti carcerari, hanno disperso definitivamente le radici civili originarie, per trarne dei benefici personali alle spalle dello stesso ministero, dove si sono impiegati uscendo da una vita miserevole. 
Purtroppo nemmeno il nuovo sindaco di Livorno pentastellato, Filippo Nogarin, difende i suoi concittadini gorgonesi, ormai lasciati in balìa di se stessi. Anzi, ha addirittura firmato un protocollo d'intesa, dandogli diecimila euro al mese, ad un'organizzazione invisa a tutti per il suo turismo distruttivo, senza ascoltare nemmeno un discendente gorgonese. 
E' necessario fermare subito questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini. 
Per questo stiamo studiando anche una class action di tutti i discendenti gorgonesi contro il ministero di Giustizia, il  Demanio di Stato, il Parco dell'Arcipelago Toscano, la Regione Toscana e il Comune di Livorno, per non aver protetto adeguatamente l'isola ed per essersi resi responsabili della possibile e definitiva scomparsa del paese di Gorgona e dei suoi abitanti
L'obiettivo finale dei discendeti gorgonesi é di ripopolarla e destinarla ad un agriturismo protetto.
.
Se vuoi aiutarci e firmare la petizione,condividendola, clicca sul link qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch

martedì 26 luglio 2016

Follia...

La follia pervade il mondo occidentale. E non solo. Il prete sgozzato in chiesa in Francia, i disabili uccisi in Giappone, la strage di Nizza con un camion che travolge volontariamente passanti inermi, ragazzini uccisi in un fast food a Monaco e in un baretto poco vicino, le periodiche uccisioni negli Usa di gente ignara in un Paese di polizia con armi stile cowboy. Tutti uccisi da giovani od invasati di vario genere, Poi, il giorno dopo la gente fa il bagno a Nizza dove é avvenuta la strage, il profugo musulmano rifiutato abitava in un alberghetto della caritas dal nome 'Christo'. Paesi potenti non sanno infiltrarsi per frenare questa pazzia, da qualunque parte provenga, non sanno che pesci pigliare... . Sentire un presidente di una grande nazione come la Francia dire che c'è una guerra in corso quando dall'altra parte ci sono dei francesi rancorosi e squilibrati indottrinati stona. La strada non é quella della guerra, ma quella della riflessione, della comprensione dell'intelligence che non c'é... .

lunedì 25 luglio 2016

Arisocial...

Ormai é chiaro: i giornalisti italiani e l'informazione in generale, nonché i politici, non hanno la minima idea di quale sia la diffusione e l'uso dei social tra le nuove generazioni. Ho sentito dire che la polizia tedesca ha pregato di non usare i social per diffondere informazioni, secondo loro false informazioni non controllate, o informazioni che potevano servire agli attentatori di turno. Subito, giornalisti e conduttori rai e il corrrispondente ansa da Berlino si sono sbrigati a dire che le vere informazioni le dannosolo loro perché strutture controllate e garantite. A parte che le notizie farlocche le davano proprio loro seduto nei loro uffici rai e ansa, questi non hanno capito che a loro non se li fila più nessuno, che non gli crede più nessuno, anche perché passano solo veline, sono dei raccomandati ed espressione dei partiti da decenni, e non garantiscono proprio un bel niente, sennò di farsi gli affari loro e dei loro padroni. Perché mai dovremo credere alle loro versioni edulcorate e non sul campo e non a quelle dei social che, se confrontate nelle diverse fonti sono quelle più dirette, come ha fatto notare uno psichiatra in studio? Sono arrivati a dire che alcuni attentatori in Germania erano dei psicopatici perché giocavano con dei videogiochi violenti... . Non credevo alle mie orecchie. Ma questi i figli ce l'hanno? Tutti i giovani del mondo ci giocano... . Il nostro giornalismo, ormai, é lontano mille anni luce dalla realtà...

domenica 24 luglio 2016

Disagio...

C'é un filo comune tra questi ragazzi che commettono stragi come se giocassero ad un videogioco. Sono tutti figli cresciuti in famiglie non locali, che appaiono come vittime di un mobbing sottile e continuo che non ha reso la loro vita serena. E' come se fossero sì vissuti in Occidente, ma con la loro anima altrove, nel loro dna originario. Hanno sentito su di loro, sin dalla loro nascita, una non accettazione, un disprezzo velato, dall'asilo fino alla vita sociale. Così, non sono cresciuti bene, si sono rifugiati in sogni impossibili alla ricerca di una riscossa. Poi improvvisa la follia vendicatrice... .