martedì 2 settembre 2014

Articolo 48 della Costituzione italiana, ovvero la dittatura democratica dei partiti!


Parte prima
DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI

TITOLO IV
RAPPORTI POLITICI

Art. 48.
Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

DISATTESO!
Circa la metà degli elettori italiani non va più a votare perché è stata scippata dai partiti dal diritto democratico di poter scegliere i propri eletti e tante altre cose. Da ben tre volte c'è un governo non eletto dai cittadini, un Parlamento di nominati e un Presidente della Repubblica eletto da quest'ultimi. Le regole della democrazia sono state stravolte e sono in mano ad un manipolo di politicanti senza statuto, che si sono alleati per conservare il potere sotto l'ombra del Quirinale. Nove milioni di persone vengono quotidianamente calunniate dai media di regime e altrettanti si rifiutano di andare alle urne. Una vera maggioranza, messa in un angolo da una dittatura democratica in difesa dei propri esclusivi privilegi. L'indegnità morale è quella della maggior parte delle persone che siedono in Parlamento, dove anche la mafia ha da tempo i suoi rappresentanti, con i quali si fanno le riforme costituzianali e della giustizia.

lunedì 1 settembre 2014

Nessuno, neanche l'ultimo, deve restare senza un mezzo di sostentamento!

Cari amici,

ho appena creato una nuova petizione e spero vorrete firmarla, si chiama: 
Reddito di cittadinanza in Italia per tutti quelli che ne hanno bisogno!
In Germania, Olanda, Svezia, Norvegia, Finlandia e tanti altri Paesi evoluti già esiste e funziona più che bene!
E' una questione molto importante che riguarda milioni di cittadini abbandonati alla loro sorte.
Senza un reddito, in una società capitalista come la nostra, non sei nessuno, non puoi prendere nessuna decisione, perdi dignitò, perdi tutto.
In questo Stato, non avere un reddito significa scomparire, perché non esiste nessun tipo di sostegno sociale, se non quello di una carità miserevole.
I soldi ci sono! Basta toglierli a chi ce li sta rubando e tra le pieghe dello spreco e dell'evasione.
Insieme possiamo fare la differenza! 
Se la firmerete e poi la condividerete con i vostri amici e contatti, riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di 150.000 firme e potremo cominciare a fare pressione sl Governo e il Parlamento per ottenere il risultato che vogliamo.

Clicca qui ! per saperne di più e per firmare: 
http://www.avaaz.org/it/petition/Governo_italiano_Reddito_di_cittadinanza/?launch

Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma crescono se persone come noi si attivano: ti prego di prenderti un momento per dare una mano firmando e spargendo subito la voce.
Condividi e diffondi il più possibile!


Questa era la proposta del M5S che non è stata nemmeno discussa:
 "Del reddito di cittadinanza potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia di povertà: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno. Andrà ad integrare anche le pensioni minime.I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a 3 offerte di lavoro “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum: “Se uno è laureato in ingegneria non gli si può chiedere di fare il giardiniere”. Al terzo rifiuto, si perde il diritto al reddito".

domenica 31 agosto 2014

Missing

Un mio amico mi ha confessato che lui sta tentando di scomparire dal consesso sociale. Non dalla vita, quella gli interessa eccome, ma quella vera, quella legata alla nostra esistenza. Gli ho risposto che anch'io, intorno ai sessanta, sento la stessa esigenza, ma che ancora ho delle responsabilità verso la mia famiglia, soprattutto verso i miei figli. Sento, sentiamo, la necessità di essere liberi da tutte queste incombenze sociali e sconclusionate che ci obbligano a passare la maggior parte del nostro tempo a fare cose che non ci nteressano affatto e che ci angustiano.
Questa conversazione è avvenuta durante il funerale laico di un nostro vecchio compagno di liceo, che all'improvviso ci aveva lasciato. Ci siamo chiesti: se la vita è così passeggera a che serve fare tutto quello che abbiamo fatto per poi lasciare tutto all'improvviso. Magari si può semplificare per fare posto alla contemplazione della bellezza di questa vita. Un regalo di cui non sappiamo niente di niente.

Grazie Duccio!

Ieri ho accompagnato un mio caro compagno di liceo al suo ultimo viaggio su questo pianeta. Si è spento all'improvviso mentre faceva una corsetta sul Lungotevere. Ho conosciuto i suoi due figli, i parenti, gli amici. Un mondo a me fino allora sconosciuto che mi ha dato un'idea più completa di Duccio, questo il suo nome. E' stata una cerimonia laica, semplice, con le sue musiche preferite e i ricordi di chi lo conosceva, anche quelli dei suoi vecchi compagni di scuola che ancora incontrava alla birreria 'Kandisky'. Una giornata che mi ha fatto riflettere, come fanno spesso i funerali, sulla vacuità della nostra esistenza.
Si scompare così, in un attimo, dopo pochi anni vissuti. La giovinezza senza memoria, la scuola, il lavoro, la famiglia, i figli, qualche viaggio, l'amore. E poi più niente.
Miliardi di morti ci hanno lasciati per i pochi che sono rimasti. Mi è sembrato in un attimo che questa vita è un sofffio, in cui facciamo poco e niente, nella quale ci viene dato il dono di contemplare la bellezza.
In genere, però, la passiamo a risolvere problematiche inutili e a scannarci tra di noi.

Lo Stato ci impedisce di andare a casa nostra all'isola di Gorgona. Firmate per liberare questo bellissimo scoglio in mezzo al mare!




Da diversi mesi ormai, insieme all'organizzazione internazionale Avaaz, abbiamo dato vita a due nuove ed importanti petizioni. Spero vorrete  firmarle convidendole con i vostri amici e conoscenti. La prima petizione si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". La seconda: "No al rigassificatore nel mare del Santuario dei Cetacei".


In Italia esiste un'isola chiamata Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, dove coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti ormai una priorità. O il carcere o i gorgonesi è ormai l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è ormai carta straccia. Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere si è arrivati addirittura all'interdizione da parte del ministero di Giustizia ad alcuni abitanti di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa. 
L'obiettivo di questi mediocri burocrati è di spopolare l'isola chiudendola ai civili. Per questo motivo sono stati anche di nuovo interrotti i collegamenti marittimi pubblici con l'isola.
Bisogna fermare questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini.
Per firmare clicca qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch


Intanto è già arrivato a Livorno, non lontano dall'isola di Gorgona, un enorme rigassificatore che hanno piazzato proprio all'interno del Santuario dei Cetacei e del Parco dell'Arcipelago Toscano. Inutile dire che tutti gli enti preposti alla salvaguardia di questo territorio non hanno alzato un dito per fermare questa ignominia. Anzi, hanno fatto di tutto per incentivare l'arrivo di questo ecomostro, i cui guadagni andranno in tasca ai promotori e le spese saranno pagate invece sulle bollette Enel di tutti i contribuenti italiani.
Il rigassificatore va fermato a tutti i costi perché darebbe un colpo mortale all'ambiente e alla bellezza del Santuario dei Cetacei, oltre ad essere un pericolo per eventuali esplosioni e per l'utilizzo di sostanze chimiche ripulenti. Aspettiamo che il nuovo sindaco pentastellato di Livorno faccia qualcosa dopo decenni di complicità del pd labronico. Per ora il mercato è dalla nostra parte perché nessuno ha fatto un'ordinazione e forse il rigassificatore chiuderà per mancanza di clienti!
Per firmare clicca qui sotto: