domenica 3 maggio 2015

A che serve?

A che se serve andare a votare ogni tot anni per comuni, regioni, governo e via discorrendo, se non cambia nulla e tutto rimane in mano sempre alle stesse persone e agli stessi meccanismi perversi? Poi ci rimangono i discorsi farneticanti di renzie, i sermoni atavici di mattarella, le prediche scontate del papa di turno. No, tutto questo non serve a niente, se non a perpetuare un sistema che garantisce il benessere a pochi e una vita di stenti per tutti gli altri. La società civile è avanti mille anni luce di questi lestofanti della politica. Ci vuole una vera rivolta contro uno Stato famelico e una burocrazia che io non intendo più mantenere perché non lo condivido. E non credo di essere solo!

sabato 2 maggio 2015

Rassegnazione

Ormai non siamo nemmeno più in grado di manifestare. Basta mettere quattro gatti a sfasciare vetrine e tutto va a puttane. Poi ci ritroviamo con dei deficienti che dicono che siamo ad una svolta senza saper nemmeno fare una rivoluzione vera per mandarli via. Sai che vi dico: tenetevi la vostra democrazia e le vostre stronzate. Voglio un vero cambiamento, non chiacchere vuote di persone incompetenti e ladre!

venerdì 1 maggio 2015

Dèjà vu

Una manifestazione, quella dell'Expo di Milano, espressione vuota di un'Italia mantenuta dai cittadini stremati. Pochi scalmanati, non si sa bene chiamati da chi, che mettono a ferro e fuoco la città di Milano impuniti, inficiando chi dice no a questo expo. La vera Italia, quella della gente normale, che abbia un lavoro o meno, fuori da questo expo utile solo a gettare fumo negli occhi, è al concertone di san giovanni a Roma, sui prati a fare un pic nic, a casa a leccarsi le ferite di un 42 per cento di disoccupazione giovanile. Sbaglio, o è solo un dèjà vu? Ci si augura solo che non ci scappi ancora il morto e le solite manganellate di sempre sulla pelle dei nostri figli indifesi!

giovedì 30 aprile 2015

Reddito minimo per tutti!


Da qualche mese è in corso una nuova petizione:
Reddito di cittadinanza in Italia per tutti quelli che ne hanno bisogno!
In Germania, Olanda, Svezia, Finlandia e in quasi tutti i Paesi occidentali già esiste e funziona più che bene!
E' una questione molto importante che riguarda milioni di cittadini abbandonati alla loro sorte.
Senza un reddito, in una società capitalista come la nostra, non sei nessuno, non puoi prendere nessuna decisione, perdi dignità, perdi tutto.
In questo Stato, non avere un reddito significa scomparire, perché non esiste nessun tipo di sostegno sociale, se non quello di una carità miserevole.
I soldi ci sono! Basta toglierli a chi ce li sta rubando e tra le pieghe dello spreco e dell'evasione. Basterebbe non acquistare gli F35, gli aerei da guerra, e si potrebbe avere la cifra necessaria per nove milioni di persone senza reddito, circa 800 euro al mese.
Insieme possiamo fare la differenza! 
Se la firmerete e poi la condividerete con i vostri amici e contatti, riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di 150.000 firme e potremo cominciare a fare pressione sul Governo e il Parlamento italiano per ottenere il risultato che vogliamo.

Clicca qui ! per saperne di più e per firmare: 
http://www.avaaz.org/it/petition/Governo_italiano_Reddito_di_cittadinanza/?launch

Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma crescono se le persone si attivano. Ti prego di prenderti un momento per dare una mano firmando e spargendo subito la voce.
Condividi e diffondi il più possibile!


«In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza un reddito minimo garantito. Persino la Grecia, che versa in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale misura di protezione sociale. Entro questo mese partirà il progetto pilota in 13 comuni greci con dei criteri di assegnazione basati sul reddito e sul patrimonio
Il reddito minimo garantito greco, per esempio, andrà da un minimo di 200euro a un massimo di 500 euro al mese. Entro la fine del 2015 tutta la Grecia usufruirà del reddito minimo garantito. Anche il governo cipriota ha introdotto il reddito minimo garantito. Siamo davvero rimasti gli unici a non averlo»

Del reddito di cittadinanza potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia minima di sopravvivenza: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno. Andrà ad integrare anche le pensioni minime .I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a tre offerte di lavoro, inzialmente “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum.

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Firma per liberare l'isola di Gorgona dalla burocrazia!



Da diversi mesi, grazie all'organizzazione internazionale Avaaz, abbiamo dato vita a 
due nuove ed importanti petizioni. Spero vorrete  firmarle, convidendole con me, con i vostri amici e i vostri conoscenti. La prima petizione si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". La seconda: "No al rigassificatore nel Santuario dei Cetacei". Entrambe riguardano l'isola di Gorgona e il suo mare e il Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano.



A Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. O il carcere o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è ormai carta straccia. Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere, si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti, da parte del ministero di Giustizia che gestisce la prigione, di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa nel paese di Gorgona. 
L'obiettivo di questi mediocri burocrati, che paghiamo anche 20.000 euro al mese per fare poco e niente, è di spopolare l'isola, chiudendola ai civili, per poi magari andarci a fare le vacanze gratis con la scusa delle cooperative per detenuti. 
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese. Qui il paese e i pianosini sono definitivamente stati fatti allontanare, mentre il ministero di Giustizia ha mantenuto la proprietà e il controllo dell'isola a suo piacimento, senza spendere un euro.
Per questo motivo sono stati anche di nuovo interrotti i collegamenti marittimi pubblici con Gorgona, impedendo così qualsiasi accesso civile all'isola.
E' necessario fermare subito questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini.
Per firmare clicca qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch


Intanto è già attivo a Livorno, non lontano dall'isola di Gorgona, un enorme rigassificatore che hanno piazzato proprio all'interno del Santuario dei Cetacei e del Parco dell'Arcipelago Toscano. Inutile dire che tutti gli enti preposti alla salvaguardia di questo territorio non hanno alzato un dito per fermare questa ignominia. Anzi, hanno fatto di tutto per incentivare l'arrivo di questo ecomostro, i cui guadagni andranno in tasca ai promotori dell'iniziativa, mentre le spese saranno pagate invece sulle bollette Enel da tutti i contribuenti italiani, anche se non farà un solo contratto, come sta succedendo per la riduzione del 15 per cento di richiesta gas in tutt'Italia
Per questo motivo è oggetto di un esposto presso l'Antitrust.
Il rigassificatore va fermato a tutti i costi perché darebbe un colpo mortale all'ambiente e alla bellezza del Santuario dei Cetacei, oltre ad essere un pericolo per eventuali esplosioni e per l'utilizzo di sostanze chimiche ripulenti. 
Per firmare clicca qui sotto: