giovedì 30 ottobre 2014

Firma per liberare Gorgona!



Da diversi mesi, ormai, grazie all'organizzazione internazionale Avaaz, abbiamo dato vita a due nuove ed importanti petizioni. Spero vorrete  firmarle convidendole con me, con i vostri amici e i vostri conoscenti. La prima petizione si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". La seconda: "No al rigassificatore nel mare del Santuario dei Cetacei". 
Entrambe riguardano l'isola di Gorgona e il suo mare, nel Santuario dei Cetacei e nel Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano.


A Gorgona, infatti, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. O il carcere o i gorgonesi è ormai l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è carta straccia. 
Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti, da parte del ministero di Giustizia che gestisce la prigione, di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa. 
L'obiettivo di questi mediocri burocrati, che paghiamo anche 20.000 euro al mese per fare poco e niente, è di spopolare l'isola chiudendola ai civili per poi andarci a fare le vacanze gratis con la scusa delle cooperative per detenuti. 
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese. 
Per questo motivo sono stati anche di nuovo interrotti i collegamenti marittimi pubblici con Gorgona, impedendo così qualsiasi accesso civile all'isola.
Bisogna fermare questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini.
Per firmare clicca qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch


Intanto è già attivo a Livorno, non lontano dall'isola di Gorgona, un enorme rigassificatore che hanno piazzato proprio all'interno del Santuario dei Cetacei e del Parco dell'Arcipelago Toscano. Inutile dire che tutti gli enti preposti alla salvaguardia di questo territorio non hanno alzato un dito per fermare questa ignominia. Anzi, hanno fatto di tutto per incentivare l'arrivo di questo ecomostro, i cui guadagni andranno in tasca ai promotori dell'iniziativa, mentre le spese saranno pagate invece sulle bollette Enel da tutti i contribuenti italiani.
Il rigassificatore va fermato a tutti i costi perché darebbe un colpo mortale all'ambiente e alla bellezza del Santuario dei Cetacei, oltre ad essere un pericolo per eventuali esplosioni e per l'utilizzo di sostanze chimiche ripulenti. 
Aspettiamo che il nuovo sindaco pentastellato di Livorno faccia qualcosa dopo decenni di complicità del pd labronico. 
Per ora il mercato è dalla nostra parte perché nessuno ha fatto un'ordinazione e forse il rigassificatore chiuderà per mancanza di clienti!
Per firmare clicca qui sotto:

Dare un reddito a tutti!


Cari amici,

da qualche mese è in corso una nuova petizione:
Reddito di cittadinanza in Italia per tutti quelli che ne hanno bisogno!
In Germania, Olanda, Svezia, Finlandia e in quasi tutti i Paesi occidentali già esiste e funziona più che bene!
E' una questione molto importante che riguarda milioni di cittadini abbandonati alla loro sorte.
Senza un reddito, in una società capitalista come la nostra, non sei nessuno, non puoi prendere nessuna decisione, perdi dignitò, perdi tutto.
In questo Stato, non avere un reddito significa scomparire, perché non esiste nessun tipo di sostegno sociale, se non quello di una carità miserevole.
I soldi ci sono! Basta toglierli a chi ce li sta rubando e tra le pieghe dello spreco e dell'evasione.
Insieme possiamo fare la differenza! 
Se la firmerete e poi la condividerete con i vostri amici e contatti, riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di 150.000 firme e potremo cominciare a fare pressione sul Governo e il Parlamento italiano per ottenere il risultato che vogliamo.

Clicca qui ! per saperne di più e per firmare: 
http://www.avaaz.org/it/petition/Governo_italiano_Reddito_di_cittadinanza/?launch

Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma crescono se le persone si attivano. Ti prego di prenderti un momento per dare una mano firmando e spargendo subito la voce.
Condividi e diffondi il più possibile!


«In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza un reddito minimo garantito. Persino la Grecia, che versa in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale misura di protezione sociale. Entro questo mese partirà il progetto pilota in 13 comuni greci con dei criteri di assegnazione basati sul reddito e sul patrimonio. 
Il reddito minimo garantito greco, per esempio, andrà da un minimo di 200 euro a un massimo di 500 euro al mese. Entro la fine del 2015 tutta la Grecia usufruirà del reddito minimo garantito. Anche il governo cipriota ha introdotto il reddito minimo garantito. Siamo davvero rimasti gli unici a non averlo»

Del reddito di cittadinanza potrà beneficiarne chiunque abbia perso il lavoro e chi, pur lavorando, non riesca a superare la soglia minima di sopravvivenza: nel primo caso verrà erogato il contributo massimo di 600 euro; nel secondo caso lo Stato provvederà ad integrare il reddito fino a quota 600. L’importo sarà calcolato sulla base del nucleo familiare, ma l’aiuto verrà erogato ad ogni membro. Esempio: una famiglia è composta da due persone, una percepisce un reddito di 400 euro al mese e l’altra non ha entrate. Il primo componente riceverà 200 euro (per arrivare a quota 600), il secondo riceverà il contributo pieno e per ogni figlio a carico aumenterà l’importo del sostegno. Andrà ad integrare anche le pensioni minime .I centri per l’impiego offriranno a chi è disoccupato fino a tre offerte di lavoro, inzialmente “congrue”, ovvero adatte al suo curriculum.

SIAMO TUTTI COINVOLTI!

La crisi ormai ci tocca tutti da vicino e non possiamo più stare a guardare. Dobbiamo coinvolgerci per buttare giù questo mare di ipocrisia ed incompetenza che ci attanaglia. Una crisi che io vivo da qualche anno; poi c'è chi ha preferito lasciare un lavoro troppo coinvolgente chi non può più cantare perché lo hanno licenziato su due piedi, chi se n'è andato a vivere in campagna, chi vede la sua famosa industria dissolversi sotto le manganellate della polizia, chi non riesce a mandare avanti il suo laboratorio e deve vendersi i beni del nonno e così tante altre storie. Prima erano quelle degli altri. Ora sono le nostre. E' l'ora di dire basta, mandare a casa questi stupidi che ci governano. Rimboccarci le maniche per iniziare una nuova era.

Salvo

Non sapere di sé vuol dire vivere.
Sapere poco di sé vuol dire pensare.
Sapere di sé, all’improvviso,
come in questo momento lustrale,
vuol dire avere subitamente
la nozione della monade intima,
della parola magica dell’anima.
Ma una luce improvvisa brucia tutto,
consuma tutto.
Ci lascia nudi persino di noi stessi.
E’ stato solo un attimo e mi sono visto.
Poi non so più dire che sono stato.
(F.Pessoa, 1930)

mercoledì 29 ottobre 2014

Africa, come aiutarla veramente...

La corruzione dilaga in Africa. Soprattutto per la depredazione continua delle loro materie prime da parte delle nostra mutinazionali. E' uno dei principali motivi per il quale la popolazione non riesce ad uscire da una crisi perenne. Pochissime persone, quelli nei posti clou dell'economia che interessa ai bianchi, sono ricchissimi. Gli altri poverissimi. Gli Stati, poi hanno debiti stratosferici con le sanguisughe degli organismi internazionali, che chiedono interessi altissimi per i loro prestiti usurai. Gli aiuti degli occidentali vanno nelle tasche di pochi, che non le usano per i loro cittadini, ma solo per se stessi e i loro servitori. Le colonie sono passate da politiche ad economiche. Le piantagioni sono quasi tutte delle multinazionali estere, che comprano il prodotto ancora prima che nasca, lasciando nella miseria chi ci lavora. Finché la popolazione non si riprenderà il potere, senza delegarlo ad una massa di ladroni corrotti, migliaia di esseri umani continueranno a bussare alle nostre porte. Inevitabilmente.