lunedì 26 giugno 2017

Creation...


Gorgona, mon amour...



All'isola di Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. 

O la prigione o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori, gìà pericolosamente compromessi. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti rimasti è infatti ormai carta straccia, anche se era stata sottoscritta da entrambi in un accordo formale di pacifica convivenza. 
Invece, con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere, si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa nel paese di Gorgona.  
Dal marzo 2015 non viene nemmeno più assicurata l'assistenza medica e non ci sono trasporti pubblici marittimi.
 Un innocuo sito web sull'isola di Gorgona fatto da alcuni abitanti, completo come una Treccani sulla storia e tutti gli aspetti gorgonesi, é stato chiuso di forza senza nemmeno  aver visionato il sito,  accontentandosi di due fotocopie fornite dalla polizia penitenziaria che fa il bello e il cattivo tempo sull'isola.
Antichi manufatti, come la Torre Vecchia citata da Dante Alighieri, sono stati abbandonati alla rovina e il paese destinato al decadimento.
L'obiettivo dello Stato - se ne ha uno - è di spopolare definitivamente l'isola, chiudendola ai civili, per poi magari andarci a fare le vacanze gratis con i propri dipendenti, con la scusa di cooperative di detenuti estranee al territorio; o magari di svenderla a qualche riccone con la scusa di iniziative tese a riedecurare i pochi detenuti rimasti, come il vino a 100 euro a bottiglia. 
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese, dove i pianosini sono stati defintivamente fatti allontanare fino a scomparire del tutto, mentre il ministero dell'ingiustizia ha mantenuto la proprietà e il controllo dell'isola a suo piacimento.  Solo a Capraia, i capraiesi sono riusciti a riprendersi l'isola, ma dopo decenni lo Stato ancora non molla la sua proprietà, che prende metà isola impedendo un'attività turistica adeguata.
Questo anche grazie a meschini interessi di bottega proprio degli stessi pianosini e di alcuni gorgonesi, che imparentatesi con i dipendenti carcerari, hanno disperso definitivamente le radici civili originarie, per trarne dei benefici personali alle spalle dello stesso ministero, dove si sono impiegati uscendo da una vita miserevole. 
Per ora nemmeno il nuovo sindaco di Livorno pentastellato ha difeso i suoi concittadini gorgonesi, nonostante ci sia un assessorato proprio per occuparsi dell'isola. Anzi, ha purtroppo  firmato un protocollo d'intesa per delle gite, dandogli anche diecimila euro al mese, ad un'organizzazione invisa a tutti per il suo turismo distruttivo, senza ascoltare nemmeno un discendente gorgonese. Invece di ripristinare le corse pubbliche Toremar, già finanziate dalla Regione Toscana, che era l'unica cosa da fare. Inoltre, si dà credito a personaggi esterni all'isola per restaurare la Torre Vecchia, che di per se é un bene, ma senza pensare prima a ripristinare il paese e sempre senza ascoltare un gorgonese. Insomma. qualunque amministratore venga, di qualsiasi gruppo politico sia, continua a passare sulla testa dei discendenti gorgonesi, che sembrano non contare ormai nulla.
E' necessario fermare subito questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini. 
Per questo stiamo studiando una class action di tutti i discendenti gorgonesi contro il ministero di Giustizia, il  Demanio di Stato, il Parco dell'Arcipelago Toscano, la Regione Toscana e il Comune di Livorno, per non aver protetto adeguatamente l'isola e per essersi resi responsabili della possibile e definitiva scomparsa del paese di Gorgona e dei suoi abitanti
L'obiettivo finale dei discendenti gorgonesi é di ripopolarla e destinarla ad un agriturismo protetto.

Se vuoi aiutarci e firmare la petizione,condividendola, clicca sul link qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch

domenica 25 giugno 2017

Ladri!

Siamo tutti dei ladri. Abbiamo inventato la proprietà privata, privandone altri, quando niente ci appartiene. Ci siamo impossessati dei raccolti, grazie ad una miracolosa terra-acqua-sole, appropriandoci con colture intensive di prodotti che non sapremo mai creare. Crediamo che siamo creati grazie ai nostri genitori, quando non sapremo nemmeno dove cominciare per mettere al mondo i nostri figli, se non fare da tramite in una facilissima copula. Ci é stata donata la Terra, con quel paradiso che ne contiene, compresi noi, ma pensiamo di poterla possedere e controllare a nostro piacimento. Abbiamo sventrato miniere e foreste per creare scatole di latta e tagliare chi ci dà ossigeno per vivere. Abbiamo creato società complesse che ci rendono infelici quando già avevamo tutto gratuitamente. Abbiamo rinunciato alla bellezza e all'amore per garantirci una sicurezza con il possesso. Ci siamo dimenticati del miracolo di esistere per darci una pensione e un ospedale. Abbiamo rimosso la morte per vivere nell'irrealtà, Abbiamo sostituito la conoscenza con la religione e la cultura. Siamo ciechi e sordi, non vediamo ciò che è, cercando di scoprirlo attraverso le nostre conoscenze, studiandoci e studiando il creato, per capirlo e riprodurlo, quando già tutto é stato predisposto. Abbiamo già tutto, compresa l'aria che ci tiene in vita, ma ci affanniamo a cercare chissa cosa. Un miracolo si sta producendo sotto ai nostri occhi, compreso noi stessi, ma non lo vediamo!

Bum!

Maledetto motore a scoppio! Il rumore ha invaso la bellezza, la velocità ha sostituito l'apprezzamento, le lamiere sostituito la vita, il petrolio animato le guerre!