giovedì 30 giugno 2016

World...

Sempre più spesso mi capita di contemplare ciò che é bello, cioé la natura che ci circonda e che ci mantiene. Sempre più spesso mi capita di disprezzare ciò che l'uomo costruisce, disarmonioso, inutile, se non inserito in quella bellezza che é questo pianeta. Guarda il mare, un albero, una pianta, un frutto, un animale, un uomo o una donna, guardane la perfezione e la bellezza. Poi guarda quell'orrendo cemento di cui ci circondiamo, quegli orribili palazzi, quelle auto rumorose, quegli orribili trucchi che ci mettiamo pensando di essere più belli, quelle orribili differenze, quelle guerre assurde. Guarda da quell'occhio che coglie l'infinito, al di là della vita e della morte, al di là del nostro corpo. Guarda, ammira quell'eterna bellezza di cui siamo parte, che non si crea e non si distrugge, ma é eterno divenire... .

mercoledì 29 giugno 2016

Firma o Gorgona sparirà per sempre...

Amarcord 1933. Clementina Dodoli...


A Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. 
O il carcere o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori, gìà pericolosamente compromesso. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è infatti ormai carta straccia. 
Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere, si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa nel paese di Gorgona.  
Dal marzo 2015 non viene nemmeno più assicurata l'assistenza medica ai gorgonesi e non ci sono trasporti pubblici marittimi.
 Il loro sito web é stato chiuso di forza e denunciati i componenti del comitato locale.
 I loro manufatti, come la Torre Vecchia, sono stati abbandonati alla rovina. Il loro paese al decadimento.
L'obiettivo dello Stato - se ne ha uno - è di spopolare definitivamente l'isola, chiudendola ai civili, per poi magari andarci a fare le vacanze gratis con la scusa di cooperative estranee al territorio, o di svenderla a qualche riccone con la scusa di iniziative tese a riedecurare i pochi detenuti rimasti. 
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese, dove i pianosini sono stati defintivamente fatti allontanare, mentre il ministero dell'ingiustizia ha mantenuto la proprietà e il controllo dell'isola a suo piacimento. 
Questo anche grazie a meschini interessi di bottega proprio degli stessi pianosini e di alcuni gorgonesi, che imparentatesi con i dipendenti carcerari, hanno disperso definitivamente le radici civili originarie per trarne dei benefici personali alle spalle dello stesso ministero, dove si sono impiegati uscendo da una vita miserevole. 
Purtroppo nemmeno il nuovo sindaco di Livorno pentastellato, Filippo Nogarin, difende i suoi concittadini gorgonesi, ormai lasciati in balìa di se stessi. Anzi, ha addirittura firmato un protocollo d'intesa, dandogli diecimila euro al mese, ad un'organizzazione invisa a tutti per il suo turismo distruttivo, senza ascoltare nemmeno un discendente gorgonese. 
E' necessario fermare subito questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini. 
Per questo stiamo studiando anche una class action di tutti i discendenti gorgonesi contro il ministero di Giustizia, il  Demanio di Stato, il Parco dell'Arcipelago Toscano, la Regione Toscana e il Comune di Livorno, per non aver protetto adeguatamente l'isola ed per essersi resi responsabili della possibile e definitiva scomparsa del paese di Gorgona e dei suoi abitanti
L'obiettivo finale dei discendeti gorgonesi é di ripopolarla e destinarla ad un agriturismo protetto.
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Se vuoi aiutarci e firmare la petizione,condividendola, clicca sul link qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch

martedì 28 giugno 2016

Britain...

Se fossi un britannico e mi muovessi coerentemente con la scelta referendaria, non farei mosse scomposte come la Scozia e l'irlanda del Nord, ma farei un'ennesima provocazione. Insomma, se fossi britannico e avessi votato 'leave', proporrei agli altri Stati, europei o meno, di essere il promotore di una nuova Europa, dei popoli e non di burocrati stizziti che mi parlano come ad una suocera impazzita offendendomi continuamente, sfilando l'esclusiva ad una Europa che non piace a nessuno. Insomma, la rifonderei. Perché tutti siamo europei, soprattutto quelli che non vogliono stare a Strasburgo e Bruxelles, magari con una sede a Londra o a Roma, possibilmente senza il guitto erasmus di Renzi! Perché no?

domenica 26 giugno 2016

Erasmus...

C'é chi crede di avere l'esclusiva su cosa significa essere europei. Sono quelli che hanno fatto l'Erasmus e anche di chi non lo ha fatto. Dichiarano e pensano che quelli che hanno votato per uscire dall'Europa sono i poveri, i contadini, i vecchi, gli analfabeti, gli sfigati, i populisti, i nazionalisti, quelli che votano con la pancia e non con il cervello. Per questo, ignoranti loro, hanno raccolto due milioni di firme per rifare il referendum, mentre la Scozia e l'Irlanda del Nord ne rifaranno uno per uscire dalla Gran Bretagna e rientrare in questa 'splendida' Europa.
Referendum impossibili, perché non é che si fa un referendum ogni due giorni e quando si perde si perde, non si guarda chi ha vinto con sufficienza credendo di essere depositari della verità, dell'intelligenza e della gioventù. E sono sempre quelli che credono che l'Europa sia quella dell'Erasmus, dei pochi privilegiati che hanno fatto qualche annetto in un Paese straniero europeo con le paghette dei loro genitori benestanti. Di quelli che credono che basti questo per occupare posti di potere, non impegnarsi a cambiare niente e guardare gli altri dall'alto in basso.
No, questi non sono degli europei, sono dei privilegiati che condividono un'Europa inutile ed ingiusta.
Forse gli erasmusini non sanno che la vera Europa é già qui e passa per l'integrazione di tutti i popoli, non solo di un Paese ricco e florido come la Gran Bretagna. Forse non sanno che i nostri figli, i cui genitori da decenni girano il mondo . non solo l'Europa - escono con i loro amici figli moldavi, ucraini, rumeni, polacchi, rumeni, russi, ivoriani, egiziani, marocchini, tunisini, siriani, iracheni, afghani, etiopi, somali, eritrei, filippini, cinesi, brasiliani, peruviani, colombiani, argentini, spagnoli, americani, canadesi e via discorrendo. Questo, mentre quest'Europa li discrimina. Noi l'Europa e il mondo ce lo siamo girati in autostop, con l'interail, facendo volontariato all'estero, facendo le vendemmie in Francia e raccogliendo le fragole in Scozia, con i concerti rock, con i Beatles ed i Rolling Stones. Altro che Erasmus... 

L'Europa, il mondo, sono già qui, non certo nell'accademico Erasmus o in un'Europa di burocrati inutili per la maggioranza. Sono le Nazioni, gli egoismi di ogni Paese, che frenano un vero mondo aperto a tutti, ergono fili spinati, cacciano i poveri per far posto ai ricchi, provocano guerre per dominare ed arricchirsi.
Cari Erasmus, se veramente vi sentite così cosmopoliti da piangere una cosa inutile come l'uscita della Gran Bretagna da questa Europa. piangete ed impegnatevi per quelli che da tempo sono fuori dall'Europa, dietro i fili spinati, nei Paesi che invadiamo per il nostro tornaconto.
Ricordatevi che esistono generazioni prima di voi che hanno girato il mondo in lungo e in largo e che siete già vecchi... .

venerdì 24 giugno 2016

Analisi...

Sentire i commenti dei cosiddetti esperti sull'uscita della Gran Bretagna da questa Europa mi fa sbellicare dalle risate. A me non ha portato nessun cambiamento, dico nessuno, e nemmeno lo porterà. Hanno fatto i sondaggi solo a Londra, dove i 'remain' erano di più, mentre nel resto dell'Inghilterra, dove non c'andava nessuno perché pioveva, votavano tutti 'leave'. Così ci siamo svegliati con la sorpresa. Ho sentito dire che é la vittoria dei ceti poveri contro quelli ricchi, dei non diplomati contro i laureati, di chi non viaggia contro quelli dell'Erasmus. Tutte balle. A parte che non é certo l'Erasmus che fa dei nostri figli degli europei, ma la voglia di viaggiare, conoscere altre culture, parlare altre lingue. Caso mai l'Erasmus crea dei piccoli privilegiati che credono di sapere tutto, mentre da decenni ci sono persone che si spostano per il mondo senza bisogno del timbro accademico. Ho sentito dire anche che questo voto, sempre di protesta perché tutto quello contrario all'etablishment viene tacciato di protesta, aprirebbe alla vittoria di Trump negli Usa, perché ormai i populisti sono sdoganati. Ho sentito Napolitano dire che il popolo non può decidere su questioni così importanti, per non parlare di Monti o di altri spocchiati come lui, esperti del nulla con tre lauree al seguito. E poi ho sentito i burocrati di Bruxelles dire alla Gran Bretagna di andarsene al più presto, come risposta stizzita di gente inutile. Di Renzi, poi, che pena. Insomma, se cambierà qualcosa non riguarderà noi poveri cristi, ma la Borsa, il Pil, la Finanza, eccettera. Noi continueremo a sopravvivere se non ci sarà un Europa, un mondo di popoli, tutti, di tutto il mondo. Finché ci sarà una proprietà privata e un capitalismo all'americana, dove non c'é un bosco libero dove sedersi, dove qualsiasi cosa appartiene a qualcuno, potrà succedere di tutto. E spero che succeda...!