lunedì 27 luglio 2015

Reddito minimo universale. La Finlandia chiede un reddito di mille euro per tutti e la 'scelta' di lavorare...


Da qualche mese è in corso una nuova petizione:
Reddito di cittadinanza in Italia e reddito unicersale in tutta Europa per tutti quelli che ne hanno bisogno!
C'è infatti un'ulteriore novità: la Finlandia ha chiesto all'Europa un reddito minimo di mille euro per tutti e la scelta se lavorare o meno. Un'idea geniale che, nei Paesi del benessere e del Welfare, darebbe una svolta epocale al termine 'lavoro' e alla stessa nostra Costituzione, che basa la Repubblica italiana sul lavoro, che però non c'è e costringe milioni di persone a non avere più dignità, oltre che a vivere in povertà!
In Germania, Olanda, Svezia, Finlandia e in quasi tutti i Paesi occidentali il reddito di cittadinanza già esiste e funziona più che bene!
E' una questione molto importante che riguarda milioni di cittadini abbandonati alla loro sorte.
Senza un reddito, in una società capitalista come la nostra, non sei nessuno, non puoi prendere nessuna decisione, perdi dignità, perdi tutto.
In questo Stato, non avere un reddito significa scomparire, perché non esiste nessun tipo di sostegno sociale, se non quello di una carità miserevole.
I soldi ci sono! Basta toglierli a chi ce li sta rubando e tra le pieghe dello spreco e dell'evasione. Basterebbe non acquistare per esempio gli F35, gli aerei da guerra, e si potrebbe avere la cifra necessaria per nove milioni di persone senza reddito, circa 800 euro al mese. Anche le pensioni dovranno essere di minio 800 euro.
Insieme possiamo fare la differenza! 
Se la firmerete e poi la condividerete con i vostri amici e contatti, riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di 150.000 firme e potremo cominciare a fare pressione sul Governo e il Parlamento italiano per ottenere il risultato che vogliamo. Anche altri stanno raccogliendo firme come 'Libera' di Don Ciotti e il M5S, ma sono ormai in molti a ritenere che questa scelta sia diventata indispensabile.

Clicca qui ! per saperne di più e per firmare: 
http://www.avaaz.org/it/petition/Governo_italiano_Reddito_di_cittadinanza/?launch

Campagne come questa partono sempre in piccolo, ma crescono se le persone si attivano. Ti prego di prenderti un momento per dare una mano firmando e spargendo subito la voce.
Condividi e diffondi il più possibile!

domenica 26 luglio 2015

La cattiva scuola...

Da noi, nei Paesi ricchi, per i giovani andare a scuola e trovare un lavoro non va più di moda. La scuola non prepara a niente e lavoro vero non ce n'é. Tanto vale divertirsi con quello che hanno saputo accumulare i genitori e vivere alla giornata. Il futuro è un'incognita e garanzie non ce ne sono più. Nei Paesi meno ricchi, invece, andare a scuola ed avere un titolo scolastico è ancora un obbiettivo da raggiungere. Solo così ci si potrà affrancare da una vita miserevole. 
I due punti di vista avanzano insieme. 

sabato 18 luglio 2015

Firma! Solo così potremo impedire che un'isola scompaia nel buco nero della burocrazia!

La spiaggetta di Cala Maestra all'isola di Gorgona

Da diversi mesi, grazie all'organizzazione internazionale Avaaz, abbiamo dato vita a due nuove ed importanti petizioni. Spero vorrete  firmarle, convidendole con me, con i vostri amici e i vostri conoscenti. La prima petizione si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". La seconda: "No al rigassificatore nel Santuario dei Cetacei". Entrambe riguardano l'isola di Gorgona, il suo mare e il Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano.



A Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. O il carcere o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori. 
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è infatti ormai carta straccia. Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere, si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa nel paese di Gorgona. 
L'obiettivo di questi mediocri burocrati del ministero dell'ingiustizia, che paghiamo anche 20.000 euro al mese per fare poco e niente e che nemmeno ti rispondono al telefono, è di spopolare l'isola, chiudendola ai civili, per poi magari andarci a fare le vacanze gratis con la scusa di cooperative estranee al territorio. Per ora ci vanno solo con nobili blasonati a fare vino a 100 euro a bottiglia con il lavoro dei detenuti pagati da noi, con tanto di titolo sulla stampa compiacente tipo 'Il Tirreno' di Livorno.
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese, dove i pianosini sono stati defintivamente fatti allontanare, mentre il ministero ha mantenuto la proprietà e il controllo dell'isola a suo piacimento.
Per questo motivo sono stati anche di nuovo interrotti i collegamenti marittimi pubblici con Gorgona, impedendo così qualsiasi accesso civile all'isola.
Purtroppo nemmeno il nuovo sindaco di Livorno pentastellato, Filippo Nogarin, difende i suoi concittadini gorgonesi, ormai lasciati in balìa di se stessi. 
E' necessario fermare subito questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi elettori. Per questo stiamo studiando anche una class action di tutti i discendenti gorgonesi contro il ministero di Giustizia per essersi reso responsabile della scomparsa del paese e dei suoi abitanti, con lo scopo di ripopolarla una volta cacciati gli intrusi .
Per firmare cliccate qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch


Intanto è già attivo a Livorno, non lontano dall'isola di Gorgona, un enorme rigassificatore che hanno piazzato proprio all'interno del Santuario dei Cetacei e del Parco dell'Arcipelago Toscano. Inutile dire che tutti gli enti preposti alla salvaguardia di questo territorio non hanno alzato un dito per fermare questa ignominia. Anzi, hanno fatto di tutto per incentivare l'arrivo di questo ecomostro, i cui guadagni andranno in tasca ai promotori dell'iniziativa, mentre le spese saranno pagate invece sulle bollette Enel da tutti i contribuenti italiani. 
Il rigassificatore va fermato a tutti i costi perché dà un colpo mortale all'ambiente e alla bellezza del Santuario dei Cetacei, oltre ad essere un pericolo per eventuali esplosioni e per l'utilizzo di sostanze chimiche ripulenti. 
Per firmare cliccate qui sotto:

venerdì 17 luglio 2015

Io sono un profugo

Fino ai 40 anni, a modo mio, ho girato un po' il mondo. Ho scoperto altre culture ed ho arricchito me stesso. Dopo i 45, dal 2000 ad oggi, stando in Italia, ho scoperto che vivevo in un Paese arretrato, che non conosceva gli altri popoli, non conosceva le lingue, trattava i non italiani come esseri umani di serie B, pensava che essere italiano fosse meglio di un'altra nazionalità. Purtroppo per loro, era ed é il contrario. Oggi, per fortuna, i miei figli hanno come amici ragazzi e ragazze di tutte le nazionalità, purtroppo anche qualche italiano... .

Rumors

Ditemi se questa è vita. Alle 4 del mattino camion scaricano di tutto. Fino alle 7. Il macellaio di fronte apre una saracinesca rumorosissima alle 3 e mezzo del mattino, tieni dei refrigeratori 24 ore su 24 che sputano aria calda e rumori sulle tue finestre, più altri rumoretti per lui normali. Poi carrelli e chiaccherate ad alta voce degli spazzini fino alle 9. Dalle 9 alle 13 le normali routine delle compere, dei bar accompagnati da una trivella che ristruttura un appartamento di fronte. Quindi la raccolta differenziata del cartone, con vari sbattimenti a decibel elevatissimi, che poi ripassa altre tre volte. Ancora i lavori nell'appartamento con relativo martello penumatico a qualsiasi ora. Ancora saracinesche di negozi e vocio incessante, compreso di clacson inutili e fioriere da spostare, fino alle 20. Dalle 7 alle 22, imperterrito, il campanile del duomo marca ogni ora (prima era ogni quarto d'ora ma siamo dovuti andare a parlare con il vescovo), più tutte le differenti scampanellate per messe e funerali, con accentuazione la domenica, a decibel esasperanti. Poi inizia lo struscio e la movida fino alle tre di notte, con grida, musica ed urla, accompagnati dalla solita nettezza a domicilio. Le finestre sono aperte perché fa caldo. Non si dorme mai. Ditemi se questa è vita?