Lo Stato che voglio è quello che mi ascolta perché lo Stato sono io. Lo Stato che voglio è quello al servizio del cittadino e non viceversa. Lo Stato che voglio è quello che permette una vita dignitosa a tutti. Lo Stato che voglio non è quello basato sulla schiavitù del lavoro, ma sulla ricerca della verità e della felicità, magari usando anche una giusta attività. Lo Stato che voglio non ha prigioni. Lo Stato che voglio non ha onorevoli, vip e mezzinbusti. Lo Stato che voglio non ha un'informazione asservita, ignorante e lottizzata. Lo Stato che voglio assomiglia un po' a quello scandinavo, e si può migliorare. Lo Stato che voglio combatte l'ignoranza. Lo Stato che voglio vive in armonia con la natura, non se ne distacca o la sfrutta credendo di esserne superiore. Lo Stato che voglio non è quella della moneta e della finanza, che rende l'essere umano una bestia infelice, ma quello dello scambio conviviale. Lo Stato che voglio non è quello delle religioni, che fanno parte della sfera privata di ognuno, ma quello che lascia ad ogni individuo lo spazio per la sua personale ricerca. Lo Stato che voglio non è quello delle auto e dei rumori a tutti i costi, ma è quello del silenzio e dell'armonia. Lo Stato che voglio sono io.
conosci il gorgon
uno spazio per l'animo
mercoledì 22 maggio 2013
martedì 21 maggio 2013
Siamo quasi a quota cento. Firmate per liberare l'isola di Gorgona
Da qualche mese, insieme all'organizzazione internazionale Avaaz, è partita una nuova ed importante petizione. Spero vorrete firmarla convidendola con i vostri amici e conoscenti.
Si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona".
Forse non tutti sanno che in Italia esiste un'isola chiamata Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, dove coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti ormai una priorità.
La grave crisi economica impedisce la soppravvivenza dignitosa di questa struttura carceraria, sempre più degradata, ma nessuno ha il coraggio di chiuderla.
Casi come questi, dove lo Stato infierisce sui suoi cittadini invece di salvaguardarli, spesso a causa della mediocrità di chi si annida a caro prezzo nelle nostre istituzioni, ce ne sono tanti in Italia. Fermarne uno potrebbe dare un esempio per tanti altri presenti nella nostra Penisola.
Gli enti e i politici preposti alla salvaguardia di questo patrimonio sono latitanti da sempre (Stato, Ministero di Giustizia, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Livorno, Seconda Circoscrizione di Livorno, Parco dell'Arcipelago Toscano, Procura, Demanio). Anzi si sono alleati tra loro per usare l'isola a loro piacimento, facendo tabula rasa dei suoi abitanti originari e dando spazio ad ex gorgonesi ed estranei che non ci vivono, ma ai quali il Demanio ha rinnovato il contratto della casa negandolo a chi ci vive stabilmente. A loro, per chiudere un cerchio magico nefasto di potere malato che non rispecchia il volere dei cittadini, si affiancano i media locali, come il quotidiano 'Il Tirreno", velinaro di tutte le istituzioni e portavoce degli esclusivi interessi dei politici e degli enti interessati.
Ci sono poi 'illustri' gorgonesi che, pur sedendo oggi in Parlamento anche grazie all'affetto dei propri parenti, hanno dimenticato le loro origini e i loro cari. Non potranno far nulla nemmeno per l'Italia se hanno dimenticato così presto da dove provengono.
Se decidete di firmare la petizione e poi la condividerete con i vostri amici e contatti riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di almeno 100 firme (ora siamo a quota 82).
Potremo così iniziare a fare pressione sul prossimo ed inedito Governo italiano per raggiungere l'obiettivo di restituire l'isola ai suoi naturali abitanti, prima che venga desertificata e poi resa inaccessibile com'è già successo per le splendide isole dell'Asinara, di Pianosa e di Montecristo.
Per firmare clicca qui sotto:
http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch
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