martedì 24 maggio 2011

Gli intoccabili





Clandestini, extracomunitari, rom, napoletani, gente del Sud, disoccupati, poveri, bengalesi, gay, islamici, donne con burqa, uomini e donne dagli occhi a mandorla, uomini e donne di altra religione che non sia quella cattolica, arabi, stranieri, pregiudicati, trans, condannati, non italiani. Secondo alcuni trogloditi, che sono una buona parte dello Stivale, queste persone sono degli intoccabili. Non sapevo che l'Italia fosse divisa in caste. Quando chiuderemo in qualche gabbia questi trogloditi e butteremo via la chiave?




"Non vedete? La frattura tra politica e realtà, tra partiti e Paese si è ormai consumata. I giornali sembrano obituari dei vari Casini, Calderoli e Bersani e le apparizioni televisive di Berlusconi sono la riproduzione dei filmati Luce del ventennio fascista. Fantasmi sempre più evanescenti evocati dalle trasmissioni televisive per scannarsi come cani rabbiosi e fare audience. Un vecchio mondo ci lascia, con i suoi apparentamenti, le percentuali di voto, i ballottaggi, le alternanze fasulle e i suoi leader artefatti. Un mondo senza luce, né informazione, con cittadini esclusi da ogni decisione e la forza pubblica usata contro di loro come sola difesa da una poliarchia (copyright Giovanni Sartori) per affermare leggi ingiuste e prevaricazioni sociali come una volta si usavano i soldati di ventura contro i sudditi. I partiti non sono tutti uguali, ma sono tutti partiti. Intermediazioni tra il cittadino e la cosa pubblica. Sovrastrutture senza valore aggiunto, se non per sé stesse. I politici sono immuni a qualunque crisi. I partiti sono il passato, saranno cancellati dalla Storia, lo percepiscono e reagiscono negando la realtà. La Rete rende le persone consapevoli e favorisce nuove forme di aggregazione, di partecipazione. Il contrario delle organizzazioni verticistiche dei partiti. Non lo sentite il vento del Maghreb? Il ghibli caldo e secco dei migranti che soffia sui sistemi decrepiti delle false democrazie occidentali dove l'unico gesto concesso è mettere una croce su una scheda? Gli strilli dei giornalisti, le nuove oche del Campidoglio nutrite a forza di finanziamenti pubblici sono sempre più striduli. Il foie gras che servono a tavola quotidianamente ai loro padroni sono il mantenimento dello status quo e la distruzione dell'avversario, senza mai discuterne le idee. Guitto, cialtrone, comico fallito, fascista del nuovo millennio, estremista lenilista (forse anche un po' stalinista) sono gli insulti che mi rivolgono. Non hanno capito nulla del cambiamento, ne sono esclusi. Lo spirito dei tempi lascia dietro di sé la politica fatta con i soldi. Il futuro è post ideologico e una nuova generazione sta prendendo coscienza di sé e del precipizio finanziario, sociale, economico creato dall'attuale sistema. Cambiare il sistema e emarginare chi l'ha creato e consentito è l'unica scelta. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure". (dal blog di Beppe Grillo)


"Per fortuna non solo c’è un’altra Milano, come si è visto, ma è anche fatta di gente che combatte egoismi e chiusure con l’ingegno del cuore e una capacità creativa che della città rilancia le migliori e più generose tradizioni.
Così mentre si smantellano i campi rom e il presidente del Consiglio inveisce contro Zingaropoli, il presidente del Conservatorio “Giuseppe Verdi” Arnoldo Mosca Mondadori, 39 anni, figlio di Paolo Mosca, nipote di Giovanni e pronipote di Alberto Mondadori nonché discendente del leggendario Arnoldo, ha aperto le porte del suo Istituto ai ragazzini rom: “Hanno la musica nel Dna, non possiamo abbandonarli alla strada!”.
Nel suo recentissimo “Di Profilo. Ritratti di italiani lontani dai riflettori” (Mondadori, 179 pagine) Chiara Beria di Argentine racconta bene questo personaggio metà artista e metà mistico, una specie di Danilo Dolci della post-modernità, e delinea l’orizzonte dell’iniziativa. Così, insieme a don Virginio Colmegna, anima della Casa della Carità, quattro professori del Conservatorio hanno selezionato i più talentuosi facendogli seguire due corsi di violino e di fisarmonica tenuti nelle aule del Verdi dagli studenti delle classi superiori.Il progetto è stato finanziato da una signora, Marisa Baldoni, in memoria del marito Vittorio. I ragazzi stanno lavorando alla prova di fine anno.Dopo di che, spiega Mosca Mondadori, “suoneranno con la strepitosa orchestra multietnica di via Padova. Sarà un concerto per Milano”. Che Dio benedica Zingaropoli". (dal blog di Filippo Ceccarelli)

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