lunedì 8 giugno 2009

Impeachement per il premier. Vince la rete.


"Per la Fininvest ieri non si è votato, ieri sera le reti Fininvest non hanno dato alcun tipo di informazione interessante sul tema, lasciando alla RAI e a Sky il compito di informare i cittadini italiani e questo poteva già essere un segnale di come era finito il risultato elettorale o di quello che si aspettavano i padroni, anzi il padrone della Fininvest, abbiamo assistito a sceneggiate, macchiette televisive di ogni genere, Gasparri che insulta una cronista dell’Unità che gli chiede un commento semplicemente al voto, nervosetto Gasparri, anche molto intelligente, come abbiamo visto, la Melandri che dopo aver visto ridursi di 7 punti in un anno i voti del suo partito va a spiegare all’Italia dei Valori che invece ha raddoppiato i suoi voti, che l’antiberlusconismo non paga, complimenti! La Russa che chiosava le frasi di chiunque parlasse come se lui dovesse dare i voti e le pagelle, in realtà La Russa come abbiamo saputo era uno degli insegnanti della scuola per veline insieme a Brunetta e a Frattini, quindi probabilmente è bene che i voti li dia alle veline con i risultati che abbiamo visto, ma devo dire che la macchietta delle macchiette è il povero direttore de Il Giornale, Mario Giordano autore di questo titolo nella giornata di ieri l’ha colpito il fatto che il Partito Democratico ha perso punti, cosa che era superscontata, anzi fino all’altro giorno si pensava ne perdesse molti di più, non si è accorto che ha perso il governo, che ha perso il suo padrone e il primo titolo era addirittura più avvincente perché il primo titolo diceva che Berlusconi aveva mandato tutti a quel pais, in realtà molti hanno mandato a quel pais Berlusconi e poi sul pais c’è sul giornale spagnolo che ha rilanciato lo scandalo dei voli di Stato e della mignottocrazia per usare un termine caro a Paolo Guzzanti a Villa Certosa ci ritorniamo.
Devo dire, commentando a caldo questi risultati dopo la notte dei dati, che un dato mi sembra subito importantissimo, un dato che qualcuno potrebbe definire locale, in realtà secondo me è un dato nazionale, forse uno dei più importanti dati nazionali che noi abbiamo da commentare, cos’è successo a Catanzaro? Qui sono successe delle cose che su questo blog e in questa rubrica, sul blog di Beppe, sul blog nostro voglio scendere, a Annozero, abbiamo trattato molto e siamo stati tra gli unici, tra i pochi a farlo, a Catanzaro l’Italia dei Valori che candidava l’ex sostituto Procuratore De Magistris di Catanzaro, cacciato proprio per aver scoperto il letamaio politico, affaristico – giudiziario di Catanzaro, della Calabria e in parte anche della Lucania, l’Italia dei Valori alle ultime elezioni aveva il 2,7/2,8%, oggi è al 18%. La presenza di De Magistris ha fatto moltiplicare per 7 o per 8 i voti dell’Italia dei Valori, questo è un bellissimo segno che viene dal profondo sud, sud che viene identificato con l’astensionismo, menefreghismo, la sfiducia, qualunquismo, forse è la dimostrazione che quando si presentano personaggi nuovi, credibili, onesti e cristallini che hanno lavorato e pagato duramente per il loro lavoro, il sud risponde e il voto di Catanzaro è uno dei più bei segnali che vengono inviati alla classe politica o a quello che ne resta, dalle elezioni di ieri, per il resto sapete che c’è stato un astensionismo pari a 1/3 dei voti, un anno fa erano stati 1/3 tutti gli aventi diritto che per una ragione o per l’altra non avevano votato o non avevano votato in maniera valida. Questa volta solo quelli che non hanno votato sono 1/3 degli aventi diritto, quindi la nostra classe politica rappresenta gli altri 2/3 e poi vedremo quanti di quelli che hanno votato, hanno votato in maniera valida, probabilmente sono gli annullamenti delle schede etc., molto più cospicui e quindi la rappresentanza della nostra classe politica, si avvicina paurosamente al 50%, ci avviciniamo a una metà del paese che non si sente rappresentata, oppure che si sente rappresentata da partiti che sono stati sempre considerati marginali, brutti anatroccoli, quelli da tenere ai margini perché non rispettano le regole della casta. Questo è un altro dato molto interessante.
Il terzo dato che mi sembra interessante è che il sogno o anzi l’incubo per come la vedo io e penso di molti di voi, del bipartitismo è fallito, l’idea che l’Italia possa essere ridotta a 2 partitoni, contenitori di tutto il contrario di tutto, senza più un programma, senza più un’idea comune che era poi il sogno di Berlusconi e Veltroni quando si stavano mettendo d’accordo nell’autunno – inverno 2007, per spartirsi l’Italia e cacciare fuori tutto quello che non rientrava nei due contenitori, tutti gli spuntoni della siepe dovevano essere potati per lasciare in piedi soltanto questa siepe unica, questo regime unico, il PD e il PDmenoelle come li ha chiamati Grillo è fallito, è naufragato, Veltroni è già a casa da tempo, Berlusconi ha iniziato la sua terza fase discendente, come sempre avviene quando comincia a governare, c’è un periodo di rincoglionimento collettivo dovuto all’imbonitore, alle televisioni al seguito, dopodiché quando si tocca con mano la truffa che lui sta mettendo in atto, immediatamente lui comincia a precipitare. Il problema qual è? E’ che poi quando finisce di precipitare e perde le successive elezioni politiche, purtroppo le vince il centro-sinistra, il quale ha il compito o almeno ha finora avuto il compito di far dimenticare alla svelta le porcate di Berlusconi e di risuscitarlo dalle sue ceneri, questo è già avvenuto 2 volte dopo il 1994 quando fu Bossi a far cadere Berlusconi e Prodi vinse le elezioni del 1996 e i suoi alleati lo cacciarono nel giro di due anni, dopo che aveva portato l’Italia in Europa e la cosa si ripeté nel 2001 qua Berlusconi tra il 2001 e il 2006 governò 5 anni, ma dopo il primo anno cominciò a perdere tutte le elezioni intermedie comunali, provinciali, regionali e nazionali, referendum sulla Costituzione e europee e poi il centro-sinistra riuscì a farsi così del male e così in breve tempo che tra indulti, mastellate, risse varie etc., etc., riuscì a suicidarsi in un anno e mezzo. Questa volta vedremo se succederà, è chiaro che Berlusconi che pensava di capitalizzare la propaganda con cui aveva ancora una volta rincoglionito la maggioranza degli italiani nel suo primo anno di governo, invece va a sbattere una bella nasata e la sua unica speranza è che il PD torni alle vecchie abitudini dell’inciucio, spaventato esso stesso di quel piccolo tasso di antiberlusconismo che aveva messo in campo nell’ultimo mese di campagna elettorale nel tentativo di mascherare la nullaggine della sua opposizione, staremo a vedere. Sta di fatto che il sogno del bipartitismo è fallito, fallisce il progetto del Partito del Popolo della Libertà che si proponeva di essere maggioritario e addirittura autosufficiente, tant’è che Berlusconi ha sempre parlato di una tendenza verso il 50% del suo partito in modo da poter fare a meno della Lega, nell’ultimo periodo si era capito che non ci credeva neanche lui, tant’è che aveva fatto delle avance addirittura a Casini, in ogni caso la botta che ha preso ieri è molto più pesante di quella che lui stesso pensasse perché non solo non è arrivato al 50, non solo non è arrivato al 45, non solo non ha superato il 40, ma non ha neanche confermato il 38% e qualcosa che aveva preso soltanto un anno fa e si ritrova oggi al 35,3% dei voti. Gli manca, cioè un 15% per avere la maggioranza nel paese e quel 15% non glielo può portare neanche la Lega che sta appena sopra il 10, dall’altro lato il Partito Democratico con la sua vocazione maggioritaria come la chiamava comicamente Veltroni, un anno fa aveva preso il 33 e rotti e adesso sta al 26,1, il che significa che sta esattamente alla metà dei voti che gli sarebbero necessari per avere una vocazione maggioritaria e quindi inevitabilmente dovrà tentare di allearsi con quelle forze che ha sdegnosamente respinto alle elezioni dell’anno scorso, sinistra radicale e che intendeva respingere dopo queste elezioni e cioè Di Pietro che invece gli ha portato via anche le mutande! I due partiti non sono autosufficienti, i due partiti non possono neanche accontentarsi di qualche piccola alleanza che da soli non bastano a sé stessi per fare maggioranza e neanche con l’aggiunta di qualche alleato ci arriveranno. In compenso al di fuori del recinto PD, Pdl, detto anche Pd meno L c’è ben il 38% degli elettori italiani che non si riconoscono né nel PD e né nel Pdl e sono, ovviamente sono frazionati in una decina di sigle, ma sono comunque tutti gli italiani che non si rassegnano a morire o berlusconiani o Pidini, c’è il 10% della Lega, c’è l’8% dell’Italia dei Valori, c’è il 6,5% dell’Udc c’è il 3,4 e il 3,1 delle due liste di sinistra, più lo 0,5 del Partito Comunista dei lavoratori di Ferrando, c’è il 2,2% di quell’accozzaglia male assortita che va da Storace a Pionati a Raffaele Lombardo governatore della Sicilia ai consumatori e ai pensionati, c’è il 2,4 dei Radicali che probabilmente se avessero solo la Bonino senza Pannella avrebbero preso anche più voti, poi ci sono varie liste autonomiste nelle regioni autonome che fanno lo 0,7% e poi ci sono due liste di estremissima destra come Forza Nuova e come la Fiamma Tricolore che prendono l’1,3 %, quindi 38,2% di italiani che non vogliono stare né annessi al PD, né annessi al Pdl e ben il 15% degli italiani hanno votati per partiti che non hanno superato il quorum e che quindi non avranno rappresentanza al Parlamento europeo come non ce l’hanno perlopiù neanche al Parlamento italiano e questo è un altro problema che va segnalato. Penso che uno sbarramento ci voglia che non si può continuare a mandare in Europa 40 partiti con magari un solo rappresentante, ma probabilmente lo sbarramento del 4% è eccessivo e forse il 3, garantirebbe l’ingresso di forze che comunque sono importanti, penso per esempio, mi dispiace molto al fatto che non ci sia più al Parlamento europeo una parlamentare come Monica Frassoni che lavorava molto bene sui temi dell’ambiente, a differenza del suo partito, quello dei Verdi che si è suicidato e penso anche alla Bonino che sicuramente in Europa avrebbe portato delle buone idee, a parte le idee sulla giustizia che per i Radicali sono esattamente identiche a quelle di Berlusconi. Quindi teniamo presente che ci sono un blocco del 35 Pdl, un blocco del 26 PD e poi c’è ben il 38% degli elettori, la maggioranza degli elettori che non si riconoscono nel bipartitismo, quindi quest’ultimo non lo vogliamo, è inutile quindi che insistano lor signori, gli italiani non vogliono il bipartitismo e non siamo pronti per il bipartitismo, ci possiamo accontentare di un sistema che magari con uno sbarramento al 3%, lasci passare 5, 6, 7 partiti al massimo e quelli possono bastare perché sicuramente la sinistra estrema deve avere una rappresentanza, è molto pericoloso se non c’è una rappresentanza parlamentare della sinistra estrema e allo stesso modo la destra estrema non si riconosce in questa brodaglia del Popolo delle Libertà e infatti l’altro dato interessante è che molti di quelli che prima quando c’era Alleanza Nazionale votavano Alleanza Nazionale, adesso non hanno votato per il Popolo delle Libertà perché non vogliono essere accomunati a Berlusconi, alla peggio alleati ma non accomunati a Berlusconi e infatti alcuni di loro non sono andati a votare, anzi molti di loro non sono andati a votare, alcuni di loro hanno votato Di Pietro e alcuni altri come dimostrano i flussi, hanno votato per la Lega, soprattutto nel nord-est, ma anche nel centro Italia.
Un’altra delle cose che mi sembra si possano dire è che il povero Franceschini con tutti i suoi limiti si è portato meglio del suo predecessore, è vero che Franceschini prima era il vice di Veltroni, ma sicuramente tra il cadavere politico di Veltroni e questo Franceschini che un po’ si muoveva, un po’ si agitava, magari scompostamente, magari con delle gaffe, magari con degli autogol, dei taffazzismi e dei fantosismi, però il fatto che nell’ultimo mese gliele abbia un po’ cantate a Berlusconi, ha fatto sì che frenasse la frana e non dimentichiamo che Franceschini quando ha preso in mano il Partito Democratico, i sondaggi del Partito Democratico erano più vicini al 20, che al 25%, quindi Franceschini qualche punticino lo ha racimolato anche se poi ha sbagliato completamente le candidature e infatti l’idea di mettere Cofferati, il vecchio Berlinguer in Veneto, vecchi arnesi come De Castro nel sud, sicuramente non hanno pagato. Ma Franceschini ha fatto questo piccolo miracolo di salvare il salvabile di un partito che era dato ormai per avviato alla deriva, come li ha recuperati quei pochi punticini per evitare la debacle? Li ha recuperati con l’antiberlusconismo, con quello che viene chiamato curiosamente antiberlusconismo, in realtà in altri paesi si chiama semplicemente opposizione, da noi fa paura l’idea che l’opposizione si opponga, ha parlato un po’ di Costituzione, la anche mostrata proprio e poi ha parlato persino, pensate un po’, di questione morale, dopo avere tanto disprezzato chi parlava di regime, di Costituzione, di questione morale, di rischio di autoritarismo etc., etc., poi ha dovuto a sua volta fare propri quegli slogan e è riuscito a abbacinare qualche lettore, anche se è molto probabile che Franceschini verrà liquidato dalla vecchia nomenclatura che a ottobre tenterà di riprendersi il partito, tanto per non fare nomi, d’Alema o qualche suo prestanome tipo Anna Finocchiaro o tipo Bersani, in realtà sarà di nuovo l’inizio della fine perché riprenderanno con gli inciuci e quindi regaleranno a Di Pietro altri voti. Credo che Franceschini dovrebbe ringraziare anche giornali tipo Repubblica, L’Unità che hanno cavalcato gli scandali e l’hanno quasi obbligato a occuparsi anche lui degli scandali di Berlusconi, anche se lui era tutto spaventato all’idea di doversi occupare degli scandali di Berlusconi e continuava a dire che questi scandali avrebbero fatto la fortuna di Berlusconi e l’avrebbero agevolato, come avete visto non era vero niente, il bello è che loro continuano a credere che l’antiberlusconismo favorisca Berlusconi e ogni volta che lo praticano, in realtà guadagnano voti, ma poi si spaventano e quindi smettono di fare l’opposizione. La Lega, la Lega cresce di 2 punti rispetto alle elezioni dell’anno scorso, è molto meno eclatante il successo della Lega rispetto a quello di Di Pietro però comunque in un centro-destra che perde, la Lega intercetta qualche voto in libera uscita e è la dimostrazione che quando si parla chiaro, magari dicendo stronzate, ma si parla al proprio elettorato pur con soluzioni inimmaginabili, indecenti, a volte xenofobe, ma però si dà l’impressione di rispondere a quello che la gente chiede, poi la gente risponde. E’ invece incoraggiante il fatto che nel centro-destra ci sia un 10% di elettori che si dichiarano proprio antropologicamente estranei al modello berlusconiano, infatti continuano a votare un partito come la Lega che ha molti leader anche molto improbabili, alcuni decisamente impresentabili, pur di non votare per quella coalizione che ha scritto Berlusconi Presidente, anche se Berlusconi non potrà fare né il Presidente, né niente altro in Europa, perché già purtroppo è Presidente del Consiglio in Italia.
Veniamo a Di Pietro, quest’ultimo è la migliore dimostrazione che l’opposizione deve opporsi, che quando l’opposizione si oppone soddisfa i suoi elettori e spesso soddisfa anche gli elettori degli altri partiti di opposizione che invece non si oppongono, vedi Casini che ha avuto un minuscolissimo aumento e vedi il PD che ha preso la batosta che sappiamo. La responsabilità che adesso spetta a Di Pietro è enorme perché quest’ultimo ha raddoppiato i suoi voti, quando si raddoppiano i voti, i rischi di imbarcare scorie di ogni genere sono altissimi, altissimi soprattutto in un partito che ancora non si è dato i necessari filtri per evitare certi ingressi e soprattutto per favorire certe uscite, quindi ci vorranno dei buttafuori e ci vorranno dei cerberi all’ingresso di quel partito, per evitare che tutti gli eserciti in rotta dei partiti sconfitti o dal quorum o dalle loro divisioni o decisamente dagli elettori, affluiscano lì dentro per riciclarsi in un partito che in questo momento sicuramente offre il maggior numero di prospettive, proprio perché è molto più piccolo rispetto agli elettori che ha. Quindi penso che Di Pietro invece di pensare a togliere il suo nome dal simbolo, quello non credo che… magari lo deve mettere più piccolo, ma comunque è stato importante il nome perché il nome Di Pietro ricorda che quelli sono coloro che hanno votato contro l’indulto, unici a votare contro in tutto il centro-sinistra, ricorda che quelli sono coloro che si sono opposti etc., etc., quindi è chiaro che se uno ci mette la faccia deve metterci anche il nome, questo secondo me è abbastanza secondario. L’importante è che poi il partito diventi un partito, faccia dei congressi, soprattutto a livello locale, perché è a livello locale che il rischio di imbarcare le scorie è più alto, è a livello locale che quando magari il capo non guarda qualcuno, fa entrare gente che poi scredita il buon nome di quel partito che a livello nazionale si presenta con volti come quelli di De Magistris e di tante altre persone per bene, che poi invece magari a livello locale si ritrova con i soliti traffichini di sempre, è una responsabilità grossa perché le classi dirigenti partono dal territorio e per partire dal territorio devono essere elette con congressi regolari, ufficiali, codificati e normati con regole molto precise, in modo che siano gli elettori a darsi la classe dirigente e non sia il capo a nominare la classe dirigente, oppure non siano i quadri intermedi a autonominarsi e a autoperpetuarsi facendo poi da tappo a quelle nuove energie positive che invece possono crescere, ho partecipato a alcuni incontri con i giovani che erano appena entrati nell’Italia dei Valori dopo la grande manifestazione di Piazza Navona dell’8 luglio dell’anno scorso e ho visto che lì ci sarebbero molte energie da sfruttare per fare una nuova classe dirigente. Sicuramente il raddoppio dei voti di Di Pietro dimostra che era una leggenda metropolitana quella che girava secondo cui Di Pietro era stato salvato da Veltroni perché se Veltroni non faceva l’alleanza con Di Pietro, quest’ultimo non avrebbe passato il quorum del 4% o dell’8% al Senato e quindi non avrebbe piazzato nessuno, in realtà questo è un partito che come la Lega è in costante crescita e non ha bisogno di non Veltroni per accedere alle istituzioni, non come abbiamo visto in questa occasione, quando Di Pietro si presentava da solo, ha raddoppiato i suoi voti, rispetto a quando si presentava con Veltroni. Diciamo che l’alleanza dell’anno scorso fu di reciproca convenienza, non fa certamente un regalo fatto dal Partito Democratico a Di Pietro. Interessanti i rapporti interni alle due coalizioni, questo è un altro punto, la Lega l’anno scorso aveva 1/5 dei voti rispetto al Popolo delle Libertà, adesso quasi 1/3, Di Pietro aveva circa 1/8 dei voti rispetto al Partito Democratico, adesso quasi 1/3, 8% Di Pietro, 26% Partito Democratico, l’anno scorso era 33 e rotti contro i 4 e lo stesso avviene nel centro-destra, dove la Lega un anno fa era all’8 e il Pdl era al 38, mentre adesso la Lega è sopra il 10 e il Pdl è al 35 e questo naturalmente sposta gli equilibri all’interno delle due coalizioni, conterà di più la Lega e quindi sarà un elemento di destabilizzazione del governo, pensate soltanto ai pedaggi che ha pagato Berlusconi per seguire i leghisti sulla feroce politica di allontanamento addirittura dei barconi degli immigrati in alto mare, senza neanche distinguere quelli che avevano il diritto di asilo perché fuggivano da persecuzioni o da guerre, pensate il pedaggio che ha pagato Berlusconi per quella politica feroce e disumana con le proteste che il pur timido Vaticano ha avanzato e soprattutto il mondo cattolico e quindi con addirittura condanne dell’O.N.U., quindi se la Lega chiederà e pretenderà di più, ci sarà un allarme ancora più generalizzato nel mondo libero rispetto a questa orripilante destra che ci ritroviamo in Italia. Un’altra cosa da dire è il cretinismo perdurante della sinistra radicale che sommata insieme fa il 6,5%, potrebbe portare in Parlamento europeo 4 o 5 suoi rappresentanti, invece ha pensato bene di dividersi con la geniale scissione di Vendola etc., etc., così di quel 6,5% non ce ne faremo niente e quel 6,5% degli elettori non avranno neanche un rappresentante. E’ il bertinottismo suicida che continua con i suoi successori, si potrebbe dire: peggio per loro, in realtà mi preoccupo molto per quegli elettori che non hanno rappresentanza. Infine vediamo Berlusconi, Berlusconi non ha più neanche il 50% dei consensi con tutta la sua coalizione, se gli vogliamo aggiungere la Lega, arriva al 45%, se gli vogliamo aggiungere, ma è tutt’altro che scontato anche la Mpa di Lombardo e la destra di Storace che hanno fatto il 2% Berlusconi sta più o meno al 47% e non rappresenta più ma maggioranza degli elettori, naturalmente non la rappresenta neanche la somma Pdl più sinistra radicale, più radicali pannelliani etc., etc. che insieme a Di Pietro vanno a totalizzare un 43/44%, ma è interessante che questo governo dopo un solo anno di attività, non ha più il consenso della maggioranza degli italiani, già faceva ridere sentire Berlusconi millantare una popolarità del 75% quando proprio aveva fumato pesante, oppure millantare un Pdl verso il 50, bene adesso non hanno il 50 neanche con la Lega al loro interno e questo non significa che non abbiano il diritto di governare perché sono stati incaricati di farlo un anno fa, ma significa che dovranno tenere presente di non avere con sé neanche il 50% degli italiani, degli elettori aventi diritto che hanno dato un voto valido come abbiamo detto prima e che sono ormai meno del 60%, quindi in realtà se i voti validi sono meno del 60% degli aventi diritto, vuole dire che tutta la coalizione di Berlusconi, compresa addirittura la Mpa e la destra di Storace, non rappresentano più del 30% degli italiani, teniamo presente quindi questo dato. Si è detto che è stata una brutta campagna elettorale, secondo me invece è stata una bellissima campagna elettorale perché chi ha voluto parlare di valori, Europa, programmi l’ha potuto fare nei comizi, ci sono candidati che in televisione non si sono mai visti come Sonia Alfano che pare abbiano preso una marea di voti, segno che la televisione da sola non basta più, si può anche farsi conoscere tramite Internet e questa è la vera novità, oppure tramite il solito contatto diretto del porta a porta e dell’incontro di piazza. E’ stata una campagna bellissima perché finalmente sono venuti al pettine alcuni nodi, si sono sgonfiate alcune balle che aveva raccontato Berlusconi, lo scandalo Noemi ha sbugiardato le menzogne di Berlusconi e ha confermato quello che aveva detto la sua Signora e cioè che Berlusconi non sta bene di testa, è completamente squilibrato e è anche solito frequentare minorenni, la faccenda degli aerei di Stato ha impensierito molto gli elettori di una destra eventualmente superstite, legalitaria che si era indignata per il volo di Stato di Rutelli e Mastella al Gran Premio, ma a maggior ragione si indigna quando si vedono nani, ballerine, menestrelli e mignotte, aviotrasportati a decine nella residenza privata per i sollazzi del Presidente del Consiglio, le bugie sul terremoto stanno venendo al pettine e probabilmente esploderà un qualche tipo di contestazione o di rivolta al prossimo G8, le bugie sulla monnezza a Napoli si sono tradotte addirittura in una nuova inchiesta per truffa su quella vera e propria baggianata gravissima e pericolosissima per la salute che è il famoso inceneritore di Acerra, la monnezza che esplode a Palermo e che viene addebitata da Berlusconi alle giunte di centro-sinistra quando Orlando non governa più dal 2001 a Palermo, forse è monnezza fossile a questo punto, Milano dipinta da Berlusconi come la nuova Africa, quando Milano è governata dal centro-destra, praticamente dal 1992 quando arrivò Formentini seguito da Albertini, dalla Moratti, con Formigoni che dal 1995 è sempre governatore regionale, senza contare che il Milan sembra molto più Africa che non Milano visto che sono quasi tutti di colore, uno dei pochi che non lo era, cioè Kakà è stato appena venduto al Real Madrid, ma lo annunceranno oggi perché fino a ieri bisognava bidonare anche i tifosi del milan affinché votassero senza ancora sapere ciò che sapeva tutto il mondo e cioè che Kakà era già dal Real Madrid. Le bugie addirittura per smentire il governatore Draghi che ne aveva detta una vera e cioè che c’è 1.600.000 italiani che rischiano, perso il posto di lavoro, di trovarsi con il culo completamente per terra perché non c’è neanche un sottilissimo ammortizzatore sociale che li attutisca il colpo, probabilmente sono anche di più di 1.600.000, ma il fatto che il governatore l’abbia detto era già interessante, Berlusconi che dormiva evidentemente durante il discorso come spesso gli accade, ha detto: ha fatto un bellissimo discorso berlusconiano, poi ha scoperto che aveva detto che c’era 1.600.000 di persone che stanno per perdere tutto e il governo non fa niente, allora Berlusconi dice: i dati non ci risultano. In realtà sono dati reali e forse addirittura sottostimati e infine le bugie sulla sicurezza, a Roma 2 giorni prima delle elezioni sono state stuprate due donne, una è stata stuprata e l’altra è stata salvata dal provvidenziale intervento di un passante, la Questura ha nascosto la notizia per 40 ore e soltanto quando un giornalista l’ha saputa per vie traverse e l’ha diffusa su You Tube la Questura è stata costretta a confermarla, probabilmente aspettavano a annunciare gli stupri, aspettavano che passassero le elezioni anche perché se si fosse saputo prima, forse anche i romani avrebbero capito che non era vero che gli stupri erano colpa della Giunta Veltroni e che arrivata la Giunta Alemanno si sarebbe smesso di stuprare, probabilmente il problema dei delitti impuniti è un problema un po’ più complicato e riguarda un’impunità diffusa a macchia d’olio da questa classe politica infame e illegale, che naturalmente per salvare sé stessa dai processi ha completamente sfasciato la giustizia, autorizzando molti a cominciare a delinquere, avendo coscienza della quasi certezza dell’impunità, probabilmente ci sarebbero meno delitti se ci fosse una giustizia che invece di essere completamente distrutta dai politici, venisse di nuovo finanziata, curata e resa efficiente ma non se lo possono permettere. La funzione dell’informazione dunque in questa campagna elettorale, è stata decisiva, l’informazione via Internet ma anche perfino su alcuni giornali, perché i giornali hanno parlato tanto degli scandali di Noemi, degli aerei di Stato, delle minorenni e del caso Mills soprattutto? Perché la stampa europea alla vigilia del G8 ha messo nel mirino l’Italia e quando la stampa europea si occupa dell’Italia facendo le domande giuste, anche i giornali italiani sono costretti, sia pur con l’uso di interpreti che traducono gli articoli della stampa estera, a dare conto di quello che gli altri dicono di noi, anche se potremmo dirlo noi stessi, visto che siamo noi i protagonisti di queste vicende e che queste vicende si svolgono sotto il nostro naso. Menomale che ci sono il Pais, l’Economist, il Financial Times, i giornali tedeschi, persino il Wall Street Journal, giornale ultraliberista e di destra che ci raccontano quello che noi avevamo disimparato addirittura a vedere e a notare e quindi quando l’informazione funziona, la democrazia si riattiva nella sua circolazione e i risultati, come abbiamo visto, si vedono, l’abbiamo scampata bella! Berlusconi si aspettava il plebiscito per poter dare la spallata definitiva alla già declinante democrazia italiana, è fermo al 35% che è ancora una cifra enorme, ma non è una cifra che gli consentirà probabilmente di fare i suoi porci comodi impunemente!". (Marco Travaglio)

1 commento:

LUIGI A. MORSELLO ha detto...

Mannaggia, dove lo hai pescato?