domenica 20 settembre 2015

Kebab

Ieri sera, sabato, nel paesino dove vivo alle porte sud di Roma, un gruppo di ragazzi, spero ubriachi, hanno aggredito il titolare di un kebab molto frequentato. Lui é un iraniano di una cinquantina d'anni, ed é sposato da diversi anni con un'italiana. Uno dei giovani, nel suo negozio al centro della cittadina, lo ha apostrofato dicendogli: "Sei straniero?, perché la sua parlata tradisce ancora un italiano stentato. "E allora?, gli ha risposto. Il giovane, spalleggiato da altri, gli ha dato un buffetto sul cappello facendoglielo cadere, scatenando il parapiglia successivo. Questo é il clima che si respira in alcune zone italiane, dopo che zoticoni italiani come questi giovani ne raccolgono gli inviti, grazie ai nostri politicanti da strapazzo e la nostra informazione. Il messaggio che passa é: "Io sono italiano e tu non sei nessuno". Senza nessuna distinzione culturale, di età, di appartenenza, di niente. Conosco molti stranieri, anche in regola, che ormai rasentano i muri quando tornano a casa, soprattutto quelli con tratti divesi dai nostri. Gli altri, quelli irregolari che lavorano in nero dappertutto e dormono nelle stazioni, sono dei fantasmi... 

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