mercoledì 16 ottobre 2013

Stamina, con un governo e un ministro incompetente e lobbista, ci si affida al Papa


"Papa Francesco ha telefonato ai genitori di due bambini che chiedono che i loro figli siano curati con il metodo Stamina. Ad affermarlo sono i genitori del bambino, nel programma "Le Iene" e in un'intervista al quotidiano abruzzese "Il Centro". "Ho scritto una lettera accompagnata da una foto di Chantal - dice la madre della bambina di un anno, che ha ottenuto in sede giudiziaria per la figlia le infusioni con le cellule del metodo Stamina - ed ho raccontando della nostra situazione disperata, chiedendo se lui potesse fare qualcosa. Il giorno prima del suo viaggio ad Assisi il Papa mi ha chiamato: mi ha chiesto come stava mia figlia ed ha aggiunto che avrebbe chiamato di nuovo per sapere come sta Chantal".

Dossier Il metodo Stamina

Secondo quanto riportato nel servizio tv delle "Iene", il Papa avrebbe detto alla donna che "prega tanto per la mia bambina e per tutti gli altri bambini malati". "Sono sicura che il Papa non ci abbandonerà...", dice la madre. Anche il padre di Noemi, 16 mesi, anche lei in attesa di risposta alla richiesta di infusione del metodo Stamina, ha raccontato al programma di Italia 1 di aver ricevuto la telefonata di Papa Francesco. "Cosa posso fare per voi?, ci ha chiesto. Io gli ho spiegato che non è giusto che un ospedale abbia liste d'attesa così lunghe, con già alcuni bambini morti e che non vorrei che la prossima sia Noemi. 'Padre non ci abbandoni', gli ho chiesto". "Io non vi abbandono" avrebbe risposto Bergoglio, secondo il racconto dell'uomo. Il Papa avrebbe aggiunto: "Parlerò con il ministero della Salute, prego per Noemi e prego per voi". Poi il padre di Noemi ha aggiunto: "Alle 19:30 mi ha richiamato il segretario del Pontefice, e mi ha detto che Papa Francesco alle 19 si è messo in preghiera per Noemi".

Interpellato sulle telefonate di Papa Francesco alle due famiglie, padre Federico Lombardi, capo della sala stampa vaticana, conferma la chiamata, in particolare alla mamma di Chieti, ma smentisce "nel modo più assoluto" che Bergoglio abbia fatto alcun riferimento alla linea del ministero della Salute.

Intanto, il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è tornata a parlare dello stop alla sperimentazione deciso dal ministero sulla base del parere del comitato scientifico che ha bocciato il metodo promosso da Davide Vannoni in quanto privo di basi scientifiche e potenzialmente pericoloso per i malati.

"La politica - ha detto Lorenzin a 'Tg2 insieme' - non doveva entrare nella vicenda Stamina. E' stato un grandissimo errore portarla in Parlamento. Non si può politicizzare e costruire consenso intorno alle malattie delle persone. Tutto doveva rimanere nell'alveo del mondo scientifico. Ci sono regole - ha aggiunto il ministro - che sono a tutela dei pazienti e a tutela della verità scientifica. Ogni giorno vengono fatte scoperte straordinarie rispettando queste regole, e un politico, che non ha una base biologica e medica, non può esprimere un giudizio. Può farsi guidare dalle emozioni o dalla ricerca di consenso. E credo che questo sia un errore. La politica può vigilare che le regole che vengono applicate siano giuste".

Ieri, parlando in tv ospite della "Vita in diretta", Lorenzin aveva detto, tra l'altro, che anche dall'esame delle cartelle cliniche dei pazienti in trattamento agli Spedali civili di Brescia non ermergono dati positivi: "Sono state esaminate, ed ho chiesto che vengano ulteriormente analizzate, ma non è emerso alcun tipo di miglioramento", aveva detto il ministro. Il metodo Stamina, aveva sottolineato Beatrice Lorenzin, "non è una cura compassionevole ma un trattamento. La cura compassionevole richiede che un farmaco non sia insicuro per i pazienti e abbia superato almeno la fase 1 di sperimentazione. Questo trattamento non solo non ha superato alcuna sperimentazione, ma è stato anche accertato essere insicuro".

Le iniziative delle famiglie dei malati, nel frattempo, proseguono. Dopo la manifestazione di Firenze, oggi un'altra è stata promossa a Milano, davanti al Pirellone. Un gruppo di circa cento manifestanti pro Stamina ha bloccato per qualche minuto via Fabio Filzi, davanti alla sede della Regione Lombardia. Al presidio partecipano il Comitato pro stamina Lombardia, l'associazione Alleanza italiana e vari gruppi provenienti anche da altre regioni. I manifestanti hanno steso sul marciapiede alcuni bambolotti coperti da lenzuola e piccole bare bianche, in segno di protesta. Chiedono lo sblocco e il proseguimento dei carotaggi per i pazienti in lista d'attesa agli Spedali Civili di Brescia e il proseguimento delle cure compassionevoli". (dalla Repubblica.it)

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