mercoledì 19 giugno 2013

Disinformazione all'italiana

Ormai la disinformazione italiana ha raggiunto il suo apice. La calunnia perpetua verso tutto quello che riguarda Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle sta evidenziando che l'informazione italiana è asservita al cento per cento ai poteri forti.Grillini e lo stesso Beppe, dilettanti allo sbaraglio, sono un boccone ghiotto per chi è abituato a rimestare nel torbido e a servire il padrone di turno. Federazione nazionale della stampa, Ordine dei giornalisti sembrano ciechi, muti e sordi. Fanno anche loro parte della combriccola. L'informazione Rai, da sempre fucina di raccomandati della politica della maggioranza e dell'opposizione, andrebbe chiusa da tempo, ancor prima di quella greca. Bellimbusti impomatati allo scranno dei vari tg e dei ridicoli talk show, mentre da una parte illustrano le opere del nulla di Letta e Berlusconi, dall'altra parlano esclusivamente dei piccoli litigi grillini, senza dire che a questo gruppo non è stato dato niente ed è pieno di persone sconosciute ed impreparate. Non parliamo di Mediaset, dove l'informazione ha l'unico scopo di salvare il culo al suo padrone. Addirittura di imbastire talk show contro i giudici che stanno giudicando lo psiconano, di mettere in onda programmi demenziali come 'quinta colonna', fatti ad hoc per incensare il loro proprietario. Anche la 7 non è da meno, dove un inesperto conduttore di 'piazza pulita', che si muove alla santoro senza averne la profondità, un giorno sì e un giorno no intervista grillini sprovveduti proiettati in un Parlamento insperato. L'informazione, se mai c'era stata nel passato, è sparita dai palinesesti, sostituita da quella dei comici. Gli unici, quest'ultimi, a fare vera politica ed informazione. Grillo compreso, che prima poi ne avrà piene le palle e manderà tutti a vanculo. Tutti quelli che ha portato al Parlamento. Perché l'Italia che vuole un cambiamento, circa il 60 per cento degli elettori tra M5S e non votanti, quelli sono ancora là. Se non andrà bene Grillo ci sarà ben qualcun altro che dovrà dare loro una voce.

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