mercoledì 28 gennaio 2009

Il Pd dell'inciucio. Un regime senza opposizione.

"Il 22 gennaio il partito democratico, con un gentile voto di astenzione, ha smesso di opporsi alla frantumazione dell'Italia. Lo ha fatto al Senato sul federalismo fiscale: nessun progetto politico è più generico e dunque più rischioso. Le due parole non significano nulla perché la seconda (fiscale) ha senso solo con una cifra accanto. E “federalismo” non descrive nulla perché l’Italia non è una federazione di diverse entità nazionali o etniche o politiche.Al contrario, è un unico Stato-Nazione con una sola Costituzione. Ha un solo codice, un solo sistema giudiziario, un solo sistema scolastico, un solo sistema di polizia e di ordine pubblico. Tutto ciò si caratterizza per un decentramento di poteri locali in parte storico (i sindaci, che hanno compiti quasi solo amministrativi) e in parte previsti di leggi fondamentali ma realizzati solo di recente: sono le regioni, istituite con un ambito di autonomia prefissato dalla Costituzione e uno specifico esercizio di responsabilità solo sul sistema sanitario, sulla rete ospedaliera, i trasporti locali.Dunque “Federalismo Fiscale”, come progetto politico, ha senso soltanto in presenza di una nuova legge costituzionale che ridefinisca giuridicamente funzioni, responsabilità, limiti e costo della frantumazione della Nazione-Stato Italia. E con una nuova identificazione di soggetti (i Presidenti e le Assemblee), di codice (non esiste finora un codice regionale) e di competenze giudiziarie e di polizia, visto che fino ad ora tutto è regolato, sanzionato e deciso in ambito nazionale.Infatti l’Italia è l’unico Paese del mondo per il quale la destra di governo prefigura una “federazione” attraverso la divisione di uno Stato unico, invece che la creazione di uno Stato unico attraverso la federazione di unità minori. E’ l’unico in cui non gli stati che si federano cedono alla entità più grande una parte del potere, ma è l’entità più grande, lo Stato italiano, che cede potere alle prima inesistenti entità minori. Dunque occorre, per discutere, esaminare e decidere, un progetto politico. Un progetto sorretto da specifiche strutture giuridiche e organizzative, e da una visione d’insieme. Ci federiamo perché non possiamo più vivere insieme o perché “federati” si vive meglio? Tutto ciò è necessario per passare alla valutazione del “Quanto costa il Federalismo”. Solo allora possiamo parlare di “Federalismo Fiscale”.Tutto ciò non è avvenuto. Non sappiamo quanto costa la frantumazione dell’Italia che la Lega Nord, il grande affare di Bossi, esige per rinunciare alla secessione della sua immaginaria Padania. Non sappiamo con quali leggi, quali codici e quali cambiamenti della Costituzione.Ma quando si è trattato di votare in Senato questo concetto inutile perché vuoto, ma proprio perché vuoto, rischioso come un assegno senza la cifra, il PD, principale partito di opposizione, ha apposto la sua firma sul rischio, sul vuoto, sull'assegno senza firma con l’espediente amichevole della “astensione”. Vuol dire; “Noi ci stiamo. L'opposizione non si oppone. Continuano dunque i trionfi della maggioranza, resi possibili dal misterioso Pd. Gli elettori (o ec elettori del Pd) hanno smesso di farsi domande inutili. Non votano. (Furio Colombo)

Nessun commento: