lunedì 15 ottobre 2012

Isola di Gorgona. Rischio terremoto sul rigassificatore. Fermatevi!


"Sabato pomeriggio, 13 ottobre 2012,  alle 16,59 si è verificata una scossa di terremoto in mare davanti a Livorno (meno di dieci km dalla città),  a 7,7 km di profondità,  lungo la fascia dove sono stati posizionati  i tubi del gasdotto che collegherà il rigassificatore OLT a terra. L’Istituto di geofisica e vulcanologia sottolinea che non si può considerare isolato questo terremoto, ma è possibile che si ripeta, dato che "mappe alla mano" quest’area  fa parte di una  zona sismica situata poco distante dalla costa, con una faglia nord-sud  che parte dalla Versilia ed arriva fino a Cecina. Perciò incrocia inevitabilmente la pipeline della OLT.  L’Istituto di geofisica  sottolinea che tra il 2003 e il 2008 si sono verificati  ben 6 terremoti, di cui uno superiore al 5° grado della scala Richter, proprio nel punto in cui passa  il nuovo gasdotto... .
Ci chiediamo e chiediamo a chi ha autorizzato il rigassificatore e la pipeline (Ministeri e Regione Toscana): sono state lesionate le tubazioni, fortunatamente ancora vuote da gas? E’ stato valutato a suo tempo, e con la dovuta accortezza , questo rischio che – a rigassificatore ancora non attivato – si è già concretizzato numerose volte? Si è considerato che le tubazioni  OLT sono  facilmente lesionabili?
Che cosa avverrebbe se una tubazione piena di gas metano si rompesse per un  sisma futuro e creasse una bolla di gas che inevitabilmente salirebbe in superficie e potrebbe incendiarsi coinvolgendo natanti , persone e costa?
Chiediamo pertanto di fermare i lavori, e verificare – con una inchiesta trasparente e pubblica – che cosa sia avvenuto e, alla luce di tutto ciò, rivedere la reale portata del rischio sismico  sul rigassificatore".


Sotto, la mappa con il punto esatto in cui è avvenuto il sisma. Sul seguente link ulteriori particolari http://cnt.rm.ingv.it/data_id/7225023390/event.html

(Medicina democratica-Vertenza Livorno, la rete per la difesa e la salute per l'ambiente)

Hey Joe, I have nothing to eat

domenica 14 ottobre 2012

Isola di Gorgona. Firmate per chiudere un carcere inutile

Cari amici, ho organizzato da diversi giorni una nuova petizione e spero vorrete continuare a firmarla convidendola con i vostri amici e conoscenti. Si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". Forse molti nemmeno sanno che in Italia esiste un'isola chiamata Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, dove coesistono una colonia penale all'aperto ed un paese che sta scomparendo a causa della presenza dello stesso carcere. Chiudere questa dispendiosa colonia penale che sta uccidendo il tessuto sociale gorgonese é una questione molto importante e insieme possiamo fare la differenza. Pensate che attualmente il ministero di Giustizia sta facendo di tutto per mandare via l'unica famiglia che ci abita stabilmente, con la forza, utilizzando la legge a proprio piacimento. Casi come questi, dove lo Stato infierisce sui suoi cittadini, ce ne sono tanti in Italia. Forse poterne fermare uno potrebbe servire anche a fermarne altri.
Su questo blog trovarete tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione e capire la validità di questa iniziativa. Se deciderete di firmare la petizione e poi la condividerete con i vostri amici e contatti riusciremo presto a ottenere il nostro obiettivo di almeno 100 firme (ora siamo già a 40) e potremo cominciare a fare pressione sul Governo italiano per ottenere il risultato che vogliamo. Clicca qui sotto per saperne di più e per firmare:

http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch 

Gorgona. Termic fishing


sabato 13 ottobre 2012

La casta dello Stato

La Corte dei Conti e la Consulta hanno bocciato le limitazioni ai superstipendi dei manager pubblici e all'Imu della Chiesa. Sono solo due esempi di innumerevoli episodi che dimostrano ancora una volta che in Italia c'è una casta dello Stato che infierisce sui cittadini. Ci sono dentro tutti: politici, amministratori pubblici, manager pubblici, enti locali, rai, ministeri, forze dell'ordine, prefetture, procure, csm, corte dei conti, palazzo chigi e quirinale. Queste istituzioni, in cui sono impiegati a nostre spese milioni di persone, non solo hanno stipendi spesso esorbitanti ma, invece di servire il cittadini, li prevaricano, li annientano. I loro privilegi sono anche difesi dai sindacati e da organismi ad hoc. Così il privato, sempre più solo, con tasse che superano a volte il 50 per cento delle sue entrate, o addirittura precario, cassaintegrato o disoccupato, viene sempre più spinto verso la disperazione. Insomma, lo Stato è ormai diventato un mostro mangiasoldi che si sta impossessando della nostra vita con i nostri soldi.