sabato 3 novembre 2012

Il fantasma



Il fantasma tifa per Grillo; non ha un conto corrente né una carta di credito; non ha case ma appartamenti in affitto perpetuamente sotto sfratto; ha luce, acqua, gas, telefono ed internet senza pagare le bollette, anche perché pensa che queste cose dovrebbero essere gratis per tutti; non paga la spesa perché pensa che tutti dovrebbero avere da mangiare senza il panico di non averlo e che ci sono troppe persone che gli hanno rubato anche il suo, ma legalmente; non ha un lavoro perché non si è mai venduto e non crede che la repubblica è basata sul lavoro, com'è scritto sulla Costituzione; non ha un auto perché gliene hanno sequestrate quattro per vivere, perché la benzina costa troppo e l'assicurazione è una truffa legalizzata; non fuma e non beve, perché non ne sente il bisogno e comunque è ormai un lusso; usa i mezzi pubblici senza pagare il biglietto, perché fanno schifo, non funzionano e pensa che il trasporto dovrebbe essere gratis; prende il treno senza obliterare perché sono troppo sporchi e il suo amministratore delegato prende ottocento mila euro l'anno per non fare niente; si mischia con gli ultimi senza esserlo; ha una famiglia divisa senza essere separato; non paga il condominio; ha il dottore senza pagarlo; va dal dentista senza saldarlo; consuma a credito al bar senza risarcirlo; non ha vestiti nuovi ma dona i suoi a chi ne ha bisogno; non va alla caritas perché si vergogna; va dalle suore perché non si vergogna a prendere i pacchi cee che non si possono rivendere; ha una mamma ricca che non si cura di lui, anzi ne parla male; ha parenti ed ex amici ricchissimi che non ne vogliono sapere di lui; non ha un padre, anzi ce l'ha insieme ai suoi fratelli, ma nessuno lo cerca; ha dei figli stupendi che se ne fregano; ama le donne ma non se le può permettere e, fra l'altro, non le può soddisfare; molti lo odiano, pochi lo amano, ma senza capirlo; lui è nato senza amore e cresciuto tra mura gelide; ama solo la gente semplice, e ne è riamato, così come odia la ricchezza ostentata e l'ignoranza che uccide; non vuole essere razzista anche, se in fondo, un po' lo è; conosce l'Africa e l'ha sposata, senza pentirsene per la differenza; non paga il barbiere e ha i capelli lunghi; non paga gli alimentari ma ha da mangiare; non paga il verduraio che lo insegue; mangia il pane del giorno dopo senza pagarlo; vive in Italia ma non è italiano; a volte guarda la tv che gli fa schifo; usa internet anche se non ne ricava un vantaggio; non è amico di nessuno e amico di tutti; non si relaziona con nessuno e si relaziona con tutti; fa la raccolta differenziata con cura senza pagare la tassa sui rifiuti; lui non paga tasse; lui non ha reddito; lui vive senza un centesimo in tasca per mesi; lui mangia bene senza avere entrate di nessun genere da anni; non avrà mai i soldi per il suo funerale per se e i suoi pochi cari; lui non è ancora andato in prigione ma spesso ci è andato molto vicino; lui ha avuto tanto e non ha avuto niente; è un professionista senza professione perché la sua ormai è morta. Lui è solo un fantasma. Lui è solo uno zombie che cammina in attesa della morte. Lui non esiste che di amore riflesso.

Isola di Gorgona. Una firma per liberare un'isola bellissima



Carissimi, è partita da diversi giorni una nuova ed importante petizione. 
Spero vorrete  firmarla convidendola con i vostri amici e conoscenti. 
Si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". 
Forse molti non sanno che in Italia esiste un'isola chiamata Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, dove coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo a causa della presenza dello stesso carcere. 
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto in una natura incontaminata (svariati milioni di euro l'anno per soli 70 detenuti) è diventata ormai una priorità. 
Sinora, probabilmente, il carcere  ha salvato l'isola dall'abbandono ma, purtroppo, a scapito dell'identità gorgonese, ormai in via di estinzione. Proprio a causa dell'invadenza del ministero di Giustizia, che avrebbe invece dovuto preoccuparsi di salvaguardare anche gli abitanti autoctoni, come era stato convenuto nel 1860, quando i gorgonesi cedettero una parte dell'isola per farci la colonia penale in cambio della loro perenne protezione e sopravvivenza. 
Una promessa oggi disattesa, anzi capovolta, che sta decretando la sparizione completa dei civili gorgonesi.
Sono anni, infatti, che si sta tentando in tutti i modi di mandare via gli ultimi abitanti rimasti (a parte quelli imparentati con il carcere e quelli che ci vengono solo pochi giorni l'anno in vacanza quasi gratuita) con i più svariati metodi, più o meno leciti: carenza di trasporti, mancanza di qualsiasi economia, occupazione delle case del paese, restrizioni di ogni tipo, prevaricazioni al limite della legge, isolamento degli ultimi abitanti, minacce di restrizioni delle residenze, il non rinnovo delle concessioni demaniali delle abitazioni, calunnie, mancanza di qualsiasi voce in capitolo sulle questioni riguardanti il paese dell'isola.
 Attualmente, la colonia penale sta facendo di tutto per mandare via l'unica famiglia che ci abita stabilmente, utilizzando la legge a proprio piacimento, chiamando addirittura  'zona franca' quello che ancora rimane del paese degli antichi pescatori gorgonesi, più di duecento persone provenienti dalla Lucchesia ora ridotte a poche unità. 
Casi come questi, dove lo Stato infierisce sui suoi cittadini invece di salvaguardarli, spesso a causa della mediocrità di chi si annida a caro prezzo nelle nostre istituzioni, ce ne sono tanti in Italia. Fermarne uno potrebbe dare un esempio per tanti altri casi presenti nella nostra Penisola.
 Gli enti e i politici preposti alla salvaguardia di questo patrimonio sono latitanti da sempre (Stato, Ministero di Giustizia, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Livorno, Seconda Circoscrizione di Livorno, Parco dell'Arcipelago Toscano, Demanio).
 L'antico borgo dei pescatori gorgonesi, la Torre Pisana citata da Dante Alighieri e altri manufatti e riserve naturali sono in mano a dei ministeriali incompetenti che ne stanno facendo scempio. 
Scorrendo questo blog trovarete tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione e capire la validità di questa iniziativa. 
Se deciderete di firmare la petizione e poi la condividerete con i vostri amici e contatti riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di almeno 100 firme (ora siamo a quota 43). Potremo così iniziare a fare pressione sul Governo italiano per raggiungere l'obiettivo di restituire l'isola ai suoi naturali abitanti, prima che venga desertificata e poi resa inaccessibile come l'Asinara, Pianosa e Montecristo. 

Per firmare clicca qui sotto:

http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch

Isola di Gorgona. Along whitever


Lonely


venerdì 2 novembre 2012

Firma la petizione per restituire agli abitanti gorgonesi la loro isola prima che sia troppo tardi



Carissimi, è partita da diversi giorni una nuova ed importante petizione. 
Spero vorrete  firmarla convidendola con i vostri amici e conoscenti. 
Si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". 
Forse molti non sanno che in Italia esiste un'isola chiamata Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, dove coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo a causa della presenza dello stesso carcere. 
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto in una natura incontaminata (svariati milioni di euro l'anno per soli 70 detenuti) è diventata ormai una priorità. 
Sinora, probabilmente, il carcere  ha salvato l'isola dall'abbandono ma, purtroppo, a scapito dell'identità gorgonese, ormai in via di estinzione. Proprio a causa dell'invadenza del ministero di Giustizia, che avrebbe invece dovuto preoccuparsi di salvaguardare anche gli abitanti autoctoni, come era stato convenuto nel 1860, quando i gorgonesi cedettero una parte dell'isola per farci la colonia penale in cambio della loro perenne protezione e sopravvivenza. 
Una promessa oggi disattesa, anzi capovolta, che sta decretando la sparizione completa dei civili gorgonesi.
Sono anni, infatti, che si sta tentando in tutti i modi di mandare via gli ultimi abitanti rimasti (a parte quelli imparentati con il carcere e quelli che ci vengono solo pochi giorni l'anno in vacanza quasi gratuita) con i più svariati metodi, più o meno leciti: carenza di trasporti, mancanza di qualsiasi economia, occupazione delle case del paese, restrizioni di ogni tipo, prevaricazioni al limite della legge, isolamento degli ultimi abitanti, minacce di restrizioni delle residenze, il non rinnovo delle concessioni demaniali delle abitazioni, calunnie, mancanza di qualsiasi voce in capitolo sulle questioni riguardanti il paese dell'isola.
 Attualmente, la colonia penale sta facendo di tutto per mandare via l'unica famiglia che ci abita stabilmente, utilizzando la legge a proprio piacimento, chiamando addirittura  'zona franca' quello che ancora rimane del paese degli antichi pescatori gorgonesi, più di duecento persone provenienti dalla Lucchesia ora ridotte a poche unità. 
Casi come questi, dove lo Stato infierisce sui suoi cittadini invece di salvaguardarli, spesso a causa della mediocrità di chi si annida a caro prezzo nelle nostre istituzioni, ce ne sono tanti in Italia. Fermarne uno potrebbe dare un esempio per tanti altri casi presenti nella nostra Penisola.
 Gli enti e i politici preposti alla salvaguardia di questo patrimonio sono latitanti da sempre (Stato, Ministero di Giustizia, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Livorno, Seconda Circoscrizione di Livorno, Parco dell'Arcipelago Toscano, Demanio).
 L'antico borgo dei pescatori gorgonesi, la Torre Pisana citata da Dante Alighieri e altri manufatti e riserve naturali sono in mano a dei ministeriali incompetenti che ne stanno facendo scempio. 
Scorrendo questo blog trovarete tutte le informazioni necessarie per prendere una decisione e capire la validità di questa iniziativa. 
Se deciderete di firmare la petizione e poi la condividerete con i vostri amici e contatti riusciremo presto a ottenere il nostro primo obiettivo di almeno 100 firme (ora siamo a quota 43). Potremo così iniziare a fare pressione sul Governo italiano per raggiungere l'obiettivo di restituire l'isola ai suoi naturali abitanti, prima che venga desertificata e poi resa inaccessibile come l'Asinara, Pianosa e Montecristo. 

Per firmare clicca qui sotto:

http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch