giovedì 21 gennaio 2016
Nero e colpevole...
Stasera, tra un'oretta, voglio seguire su rai 3 l'intervista della bravissima Leosini a Rudy Guedé, il ragazzo ivoriano che ha patteggiato la pena per l'omicidio della studentessa Meredith a Perugia. Voglio darmi una risposta su come la giustizia italiana funzioni, perché qui ci sono due sentenze che dicono due cose opposte: Guedé avrebbe ucciso - probabilmente non troppo lucido - la povera Meredith, insieme ad altri che erano nella casa, E c'erano solo Amanda Knox, americana, e il suo ragazzo italiano, Raffaele Sollecito. Entrambi assolti e liberi. Voglio proprio sentire che cosa dirà l'ivoriano, in galera, mentre gli altri due l'hanno fatta franca. Voglio proprio vedere come possa ancora dirsi la giustizia italiana uguale per tutti, mentre un nero senza protezioni va dentro, e un italiano ben assistito e un americana arrogante - come sanno esserlo tanti altri statunitensi che considerano il mondo alla loro mercé - l'hanno fatta franca... . Voglio proprio capire...per questo vedrò, in via del tutto eccezionale, questa schifosa tv... .
venerdì 15 gennaio 2016
Firma per liberare Gorgona...
Da diversi mesi, grazie all'organizzazione internazionale Avaaz, abbiamo dato vita a due nuove ed importanti petizioni. Spero vorrete firmarle, convidendole con me, con i vostri amici e i vostri conoscenti. La prima petizione si chiama: "Chiudiamo il carcere dell'Isola di Gorgona". La seconda: "No al rigassificatore nel Santuario dei Cetacei".
Entrambe riguardano l'isola di Gorgona, il suo mare e il Parco Naturale dell'Arcipelago Toscano.
A Gorgona, a sole 19 miglia da Livorno, coesistono una colonia penale ed un paese che sta scomparendo proprio a causa del carcere.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. O il carcere o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori.
Chiudere questa dispendiosissima prigione a cielo aperto è diventata per gli ultimi abitanti la sola priorità. O il carcere o i gorgonesi è l'unica scelta da fare per non disperdere per sempre la storia e il patrimonio del villaggio degli antichi pescatori.
La secolare convivenza tra colonia penale e gli ultimi abitanti è infatti ormai carta straccia. Con dei pretesti normativi legati alla sicurezza del carcere, si è arrivati addirittura all'interdizione ad alcuni abitanti di accedere al proprio luogo di residenza e alla propria casa nel paese di Gorgona. Dal marzo 2015 non viene nemmeno più assicurata l'assistenza medica ai gorgonesi e non ci sono trasporti pubblici marittimi. Il loro sito é stato chiuso di forza e denunciati i componenti del comitato locale con varie pretesti normativi.
L'obiettivo è di spopolare l'isola, chiudendola ai civili, per poi magari andarci a fare le vacanze gratis con la scusa di cooperative estranee al territorio, o di svenderla a qualche riccone con la scusa di iniziative tese a riedecurare i pochi detenuti rimasti.
E' gia successo con la vicina isola di Pianosa, anch'essa in passato sede di un carcere e di un paese, dove i pianosini sono stati defintivamente fatti allontanare, mentre il ministero ha mantenuto la proprietà e il controllo dell'isola a suo piacimento.
Questo anche grazie a meschini interessi di bottega proprio degli stessi pianosini o di alcuni gorgonesi, che imparentatesi con i dipendenti carcerari, hanno disperso definitivamente le radici civili originarie per trarne dei benefici personali alle spalle del ministero di Giustizia, dove si sono impiegati uscendo da una vita miserevole.
Questo anche grazie a meschini interessi di bottega proprio degli stessi pianosini o di alcuni gorgonesi, che imparentatesi con i dipendenti carcerari, hanno disperso definitivamente le radici civili originarie per trarne dei benefici personali alle spalle del ministero di Giustizia, dove si sono impiegati uscendo da una vita miserevole.
Purtroppo nemmeno il nuovo sindaco di Livorno pentastellato, Filippo Nogarin, difende i suoi concittadini gorgonesi, ormai lasciati in balìa di se stessi.
E' necessario fermare subito questo Stato famelico ed incompetente, che passa sopra la vita e gli affetti dei suoi cittadini.
Per questo stiamo studiando anche una class action di tutti i discendenti gorgonesi contro il ministero di Giustizia, il Demanio di Stato, il Parco dell'Arcipelago Toscano, la Regione Toscana e il Comune di Livorno, per non aver protetto adeguatamente l'isola ed per essersi resi responsabili della scomparsa del paese di Gorgona e dei suoi abitanti.
L'obiettivo finale dei discendeti gorgonesi é di ripopolarla.
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Per questo stiamo studiando anche una class action di tutti i discendenti gorgonesi contro il ministero di Giustizia, il Demanio di Stato, il Parco dell'Arcipelago Toscano, la Regione Toscana e il Comune di Livorno, per non aver protetto adeguatamente l'isola ed per essersi resi responsabili della scomparsa del paese di Gorgona e dei suoi abitanti.
L'obiettivo finale dei discendeti gorgonesi é di ripopolarla.
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http://www.avaaz.org/it/petition/Chiudiamo_il_carcere_dellIsola_di_Gorgona/?launch
Intanto è purtroppo già attivo a Livorno, non lontano dall'isola di Gorgona, un enorme rigassificatore che hanno piazzato proprio all'interno del Santuario dei Cetacei e del Parco dell'Arcipelago Toscano. Inutile dire che tutti gli enti preposti alla salvaguardia di questo territorio (Regione Toscana, Parco, Comune di Livorno) non hanno alzato un dito per fermare questa ignominia. Anzi, hanno fatto di tutto per incentivare l'arrivo di questo ecomostro, i cui guadagni andranno esclusivamente in tasca ai promotori dell'iniziativa, mentre le spese saranno pagate invece sulle bollette Enel da tutti i contribuenti italiani.
Per ora, per nostra fortuna, non hanno venduto un chilo di gas... .
Il rigassificatore va fermato a tutti i costi perché dà un colpo mortale all'ambiente e alla bellezza del Santuario dei Cetacei, oltre ad essere un pericolo per eventuali esplosioni e per l'utilizzo di sostanze chimiche ripulenti. Se vuoi aiutarci e firmare, clicca sul link qui sotto:
giovedì 14 gennaio 2016
Uno...
In fondo, siamo un unico essere in miliardi di forme diverse.
Ma riusciamo a fare la guerra contro noi stessi, a fare l'amore con noi stessi, a scontrarci con noi stessi in religioni e credo diversi.
Siamo l'emanazione unica di qualcosa che non muore mai, ma che si trasforma, che nasce e muore in rappresentazioni sempre uguali e diverse allo stesso tempo.
Respiriamo anche la stessa aria.
Chiusi nel nostro guscio individuale,abbiamo creato fredde cattedrali per fermare il mutabile, per formulare teorie che ci dividono.
Belli nella nostra unicità, perduti senza la coscienza di essere parte di un tutto, noi come qualsiasi cosa che ci circonda.
Viviamo la stessa vita in epoche diverse nella spazio di un lampo, condividiamo la stessa bellezza da infiniti punti di vista lontano dalla vera realtà.
In fondo, noi tutti siamo gli stessi, condividiamo la stessa esistenza, siamo emanazione della perfezione eterna, che é...
Ma riusciamo a fare la guerra contro noi stessi, a fare l'amore con noi stessi, a scontrarci con noi stessi in religioni e credo diversi.
Siamo l'emanazione unica di qualcosa che non muore mai, ma che si trasforma, che nasce e muore in rappresentazioni sempre uguali e diverse allo stesso tempo.
Respiriamo anche la stessa aria.
Chiusi nel nostro guscio individuale,abbiamo creato fredde cattedrali per fermare il mutabile, per formulare teorie che ci dividono.
Belli nella nostra unicità, perduti senza la coscienza di essere parte di un tutto, noi come qualsiasi cosa che ci circonda.
Viviamo la stessa vita in epoche diverse nella spazio di un lampo, condividiamo la stessa bellezza da infiniti punti di vista lontano dalla vera realtà.
In fondo, noi tutti siamo gli stessi, condividiamo la stessa esistenza, siamo emanazione della perfezione eterna, che é...
mercoledì 13 gennaio 2016
Donna...
Se non ci fossero andrebbero inventate.
Che mondo freddo ed ostile sarebbe senza la grazia di una donna.
Solo il loro muoversi, la loro femminilitò, la loro fermezza ed arrendevolezza allo stesso momento, la loro sublime bellezza e tante altre piccole e grandi cose rendono quast'esistenza degna di essere vissuta.
Per un uomo, dalla mattina alla sera, il suo obiettivo principale rimane quello di incrociare lo sguardo con una donna che gli piaccia, conquistarla, stare insieme a lei, consumare il consumabile.
A volte, nel grigiore maschile, solo una movenza, un viso, un bacino ricco di vita, delle gambe, uno sguardo, riescono a ravvivare la bellezza, la gioia di vivere, a sopire qualsiasi pulsione.
La donna, che regalo incredibile!
martedì 12 gennaio 2016
Gioco
E' se fosse tutto un gioco e ci stiamo prendendo troppo sul serio?
Oggi ho preso il trenino per andare a Termini. Un incubo. La voglia di tornarmene a casa mia. Carrozze sporche, gente incrugnita assiepata, una tristezza generale infinita. Poi sono passato sopra il Gra e ho visto le auto incollonnate. Mi sono detto che no, quella vita era veramente un inferno.
Poi pensavo alle infinite guerre, a quei profughi che corrono lungo i binari che noi rifiutiamo, ai morti annegati, ai bombardamenti, alla miseria, alla fame, all'accaparramento, alle ingiustizie, alle ore passate davanti ad una tv falsa e becera, ai nostri ruoli strampalati da madonnine inflilzate, alle processioni imbalsamate di un dio chiuso dentro ad una pietra, ad un sistema incomprensibile di vita che chiamiamo civiltà.
Se questa vita, invece, fosse solo un bellissimo gioco, come siamo arrivati a rovinarci una splendida festa trasformandola in un incubo?
Oggi ho preso il trenino per andare a Termini. Un incubo. La voglia di tornarmene a casa mia. Carrozze sporche, gente incrugnita assiepata, una tristezza generale infinita. Poi sono passato sopra il Gra e ho visto le auto incollonnate. Mi sono detto che no, quella vita era veramente un inferno.
Poi pensavo alle infinite guerre, a quei profughi che corrono lungo i binari che noi rifiutiamo, ai morti annegati, ai bombardamenti, alla miseria, alla fame, all'accaparramento, alle ingiustizie, alle ore passate davanti ad una tv falsa e becera, ai nostri ruoli strampalati da madonnine inflilzate, alle processioni imbalsamate di un dio chiuso dentro ad una pietra, ad un sistema incomprensibile di vita che chiamiamo civiltà.
Se questa vita, invece, fosse solo un bellissimo gioco, come siamo arrivati a rovinarci una splendida festa trasformandola in un incubo?
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